La Fondazione pubblica dal 1985 una rivista di storia politica, gli Annali, che si occupa di ricerche e studi che riguardano l’opera e l’attività di Ugo La Malfa e la storia del movimento democratico italiano. La rivista ospita inoltre studi sulla storia italiana contemporanea e sulla costruzione dell’unità europea, nonché il resoconto dell’attività svolta dalla Fondazione.

Via S. Anna 13, 00186 Rome, Italy
www.fulm.org; annali@fulm.org
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Call for paper
promosso dalla rivista
Storia e Politica
Annali della Fondazione Ugo La Malfa
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“Mezzogiorno nell’occidente”. Questione meridionale e dimensione internazionale in prospettiva storica
“Mezzogiorno nell’Occidente” è il titolo di un celebre articolo pubblicato nel 1954 su “Nord e Sud”, nel quale Ugo La Malfa, inquadrati i problemi dell’Italia meridionale nella storia generale europea, indicava nella tradizione e nelle più recenti esperienze delle democrazie occidentali gli strumenti più adeguati alla loro soluzione. Una soluzione fatta di una vigorosa azione di politica economica da parte dell’autorità pubblica, ma che, contemporaneamente, non poteva prescindere da un saldo inserimento dell’Italia nell’economia internazionale. Se come esempi di intervento pubblico l’esponente repubblicano guardava innanzitutto alle realizzazioni del New Deal, il suo accento sull’apertura economica traeva incoraggiamento dalla generale tendenza alla liberalizzazione avviata alla fine della guerra, sia a livello internazionale, con la creazione degli organismi di Bretton Woods e il varo dei primi negoziati del GATT, sia sul più ristretto piano europeo, attraverso l’OECE, l’Unione Europea dei Pagamenti e le varie proposte e progetti che avrebbero portato all’istituzione della CEE.
Per quanto La Malfa esprimesse tali idee con particolare energia, non era certo il solo a individuare nella rinascente interdipendenza economica internazionale nuove opportunità per colmare il divario fra il nord e il sud della penisola italiana. Anzi, accanto alle nuove dinamiche politiche repubblicane, che avrebbero stimolato la lunga stagione dell’intervento straordinario, l’altra grande novità del secondo dopoguerra fu proprio la crescente consapevolezza delle opportunità provenienti dalla dimensione internazionale ai fini dello sviluppo del Mezzogiorno. Non a caso, a partire da quegli anni il pensiero e i progetti “meridionalisti” avrebbero fatto regolarmente riferimento sia all’utilizzo di risorse “esterne”, sia ai potenziali effetti positivi dell’apertura economica internazionale, in termini di alleggerimento della pressione demografica, di sbocco commerciale per le produzioni del Mezzogiorno o di attrazione di investimenti nelle aree depresse del Sud Italia.
Un passaggio ben rispecchiato nella storiografia sulla questione meridionale, che ha considerato la dimensione internazionale in modo molto diverso in relazione alle diverse fasi. Nell’ambito degli studi sull’Italia liberale sono state considerate soprattutto alcune grandi tematiche, come il diverso inserimento di nord e sud nell’economia internazionale e la sua importanza nel determinare il “dualismo” fin dal momento dell’unificazione, i motivi, il dibattito e l’impatto delle leggi doganali del 1887 sulle “due Italie”, o l’emigrazione di massa nei decenni precedenti la prima guerra mondiale. Più ristretta appare invece la prospettiva sul periodo fascista, in parte a causa della chiusura autarchica imposta dal regime, in parte per la negazione ufficiale dell’esistenza stessa di una questione meridionale (anche se l’avventura coloniale in Etiopia è spesso letta come classica valvola di sfogo per i rischi di instabilità sociale legati alla sovrappopolazione del sud). Nella storiografia sul Mezzogiorno nel secondo dopoguerra la dimensione internazionale è invece quasi onnipresente, sia come riferimento obbligato nel quadro di studi di carattere generale, sia come oggetto di approfondimenti specifici, dedicati al ruolo del Piano Marshall, ai progetti della Banca Mondiale o all’effetto dei fondi strutturali della CEE. Lavori che si alimentano anche dell’immensa quantità di studi di natura economica e giuridica dedicati allo stesso tipo di temi.
Il presente call for papers si colloca in questo solco, selezionando saggi inediti su tematiche nelle quali sia ben visibile il legame fra questione meridionale e dimensione esterna. I saggi andranno a costituire una sezione monografica del prossimo numero di Storia e Politica, la cui uscita è prevista per l’estate 2012.
Segue un elenco non esaustivo dei temi che saranno presi in considerazione:
La scadenza per l’invio delle proposte è il 30 novembre 2011, per la consegna dei contributi finali il 15 giugno 2012. La lunghezza dei contributi non dovrà oltrepassare i 60.000 caratteri, note e spazi inclusi. Proposte e contributi possono esser presentati in italiano, inglese e francese.
L’accettazione delle proposte non vincola la rivista ad accettare i contributi, che saranno vagliati dal comitato di direzione e sottoposti a peer review.
Per contatti: annali@fulm.org, +39 0668300795
Roma, 6 ottobre 2011
Il direttore
Corrado Scibilia

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for the journal
Storia e Politica
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“Mezzogiorno nell’Occidente”. Italy’s “southern question” and the international dimension: a historical perspective
“Mezzogiorno nell’Occidente” (Mezzogiorno in the West) is the title of a renowned article published in 1954 on the journal “Nord e Sud” by Ugo La Malfa, the leader of the Italian Republican Party. In it La Malfa, having situated southern Italy’s problems in the framework of European general history, identified in the tradition and most recent experiences of Western democracies the best instruments for their solution. A solution made of an incisive public economic policy, of which La Malfa saw the best examples in the New Deal, but also of a solid integration of Italy in the international economy, which was encouraged by the general trend towards liberalization started at the end of World War II: with the institutions of Bretton Woods, the earliest GATT negotiations and, in the western European framework, with the OEEC, the European Payments Union and the projects which would lead to the creation of the EEC.
La Malfa supported his ideas with particular strength, but he wasn’t the only one who saw in the reemerging economic interdependence new opportunities to fill the gap between the northern and southern part of the Italian peninsula. On the contrary, together with the new republican dynamics, which would stimulate the long season of the “intervento straordinario” (extraordinary intervention), the other great novelty of the post-WWII years was exactly the growing consciousness of the opportunities arising from the international dimension for the development of the Mezzogiorno.
Since then, “southernist” thought and projects have regularly considered the use of foreign financial resources or the potential benefits of the international liberalization, in terms of smoothing the demographic pressure, opening new markets for Mezzogiorno’s products or attracting investments to its poorest areas.
A shift clearly mirrored by the historiography on the “southern question”, which has considered the international dimension very differently for the different historical phases. In the studies on the liberal period, for example, a few major topics have been considered, such as the different international position of North and South economies and its role in determining the dualism since the unification, the reasons, the debate and the effect of the 1887 custom law on the “two Italies”, or mass emigration in the decades preceding World War I. The perspective on the fascist period seems narrower, partly due to the autarchic policy of the regime, partly to the official denial of the existence of a southern problem in Italy (even if the colonial conquer of Ethiopia has been often interpreted as a classic safety valve against the risks of social instability arising from the overpopulation of the South). In the historiography on the Mezzogiorno after World War II the international dimension is, instead, almost omnipresent, both as an obliged reference in general studies and as the object of in-depth analyses, dedicated to aspects such as the role of the Marshall Plan, the projects of the World Bank or the EEC structural funds. All works which are also based on the huge economic and juridical literature existing on these subjects.
This call for papers follows the same approach, and aims at selecting original contributions on topics showing clear connections between Italy’s southern question and the international dimension. The essays will constitute a monographic section of the next issue of “Storia e Politica”, which is scheduled to be published in the summer of 2012.
Following is a non-exhaustive list of the subjects which will be considered:
The deadline for proposal submission is November 30th, 2011. Papers must be sent before June 15th, 2010, and must not contain more than 60,000 characters, including footnotes and spaces. Proposals and papers are accepted in Italian, English and French.
The acceptance of proposals will not bind the journal to accept the related contributions, which will be evaluated by the editorial board and subject to peer review.
For contact: annali@fulm.org, +39 0668300795
Rome, October 6th, 2011
Corrado Scibilia
Director