Borsa,valori reali e politica:mantenere nervi saldi,l'economia regge bene

di Paolo Savona - 24/01/2008 - Economia
Borsa,valori reali e politica:mantenere nervi saldi,l'economia regge bene
Le quotazioni della Borsa azionaria italiana hanno registrato un drastico calo, in coincidenza con un’analoga caduta di quelle della Borsa giapponese e di una ancora più elevata della Borsa cinese. Non si hanno valutazioni delle quotazioni azionarie statunitensi in quanto ieri la Borsa era chiusa per il Martin Luther King day, ma lo scorso venerdì esse avevano registrato negativamente le proposte di rilancio dell’economia proposte dall’amministrazione Bush.
 
Sui comportamenti delle borse valori domina lo scenario recessivo dell’attività produttiva, alla quale gli Stati Uniti cercano rimedio, mentre il Giappone non brilla come iniziativa e l’Unione Europea sembra disimpegnata. In Italia tutti concordano sulla necessità di imprimere una spinta alla domanda, ma divergono sullo strumento da attivare. E la crisi di governo, che di fatto si è aperta ieri sera, certo complica lo scenario di riferimento.
 
Alcuni ritengono che si debba agire riducendo la spesa pubblica e detassando – e tra essi vi è stata la voce autorevole del Governatore della Banca d’Italia – e altri, invece, che si debba procedere comunque a ridurre il peso fiscale. Il Governo aveva fatto intendere che sarebbe intervenuto ricomponendo l’imposizione fiscale esistente sulle cosiddette rendite finanziarie e destinando il maggior gettito a detassare i redditi minori. Noi ribadiamo che la via più rapida sarebbe quella di accelerare il rimborso dei crediti fiscali che le imprese attendono da troppo tempo, che è l’adempimento di un dovere legale piuttosto che una scelta politica. Ma per forza di cose sarà necessario ora attendere che si chiarisca il destino dell’esecutivo.
 
Se la chiave di lettura della caduta dei corsi azionari fosse solo quello di uno scenario recessivo non si potrebbero spiegare le diversità così ampie nei comportamenti delle borse. In questi andamenti contano infatti i differenti punti di partenza. In Cina, nello scorso anno, le quotazioni si sono mediamente raddoppiate, mentre in Italia si sono ridotte mediamente di un decimo, con una concentrazione particolare nel comparto bancario a seguito della sfiducia creata dalla crisi dei crediti sub-prime. In Cina il rapporto tra valori di borsa e profitti, un indicatore efficace degli eccessi di borsa, è elevato, mentre in Italia è anche troppo moderato.
 

E’ noto che gli andamenti di borsa presentano cicli più profondi degli andamenti dell’economia reale e, pertanto, il giudizio su che cosa fare di fronte alla caduta delle quotazioni azionarie non può essere basato su movimenti repentini, di breve periodo, dovuti ad affrettate decisioni di vendita dettate da timori che gli operatori professionisti sfruttano, per fare grossi guadagni. Riteniamo che si debba riporre maggiore fiducia nella capacità di adattamento delle imprese, cioè dell’attività reale, alla cui base vi sono fattori meno dipendenti dalla fiducia di quanto non siano presenti nell’attività monetaria e finanziaria, che molto dipende dal movimento delle aspettative. E’ pur vero che le incognite sono tante, ma l’economia globale si è resa in buona parte indipendente dagli andamenti dell’economia statunitense e lo sviluppo dell’economia dei Paesi emergenti – che non sono solo Cina e India, ma gran parte del mondo economicamente arretrato – può compensare la caduta di domanda degli Stati Uniti e così mantenere un buon livello di occupazione e di benessere sociale. Occorre essere convinti che l’economia reale è più solida e stabile dell’economia finanziaria. Questa è la garanzia di più lungo andare sulla quale i risparmiatori debbono costruire i loro portafogli ed è questa la sfida che gli intermediari più seri devono lanciare agli speculatori di professione. Così facendo essi si assumerebbero gravi responsabilità, ma otterrebbero lo scopo di riconciliare, da un lato, la finanza con l’attività produttiva e, dall’altro, il guadagno con gli obiettivi di crescita civile.

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