Il coraggio di scegliere la soluzione globale

di Paolo Savona - 06/04/2009 - Economia
Il coraggio di scegliere la soluzione globale
Le decisioni prese dal G20 nella riunione di Londra meritano una più meditata lettura potendo rappresentare il punto di svolta di una crisi finanziaria ed economica che aveva tutti i tratti della drammaticità. Ci sono voluti due anni dall’inizio della crisi perché i grandi della terra trovassero un accordo su un punto che appare chiaramente nelle prime righe del Comunicato: “Una crisi globale richiede una soluzione globale”.

Questa soluzione, ancora sotto forma di impegno, si innesta nelle soluzioni nazionali che, nonostante ammontino complessivamente a 5 mila mld di dollari, non erano state finora capaci di ristabilire la fiducia tra gli investitori e i consumatori. Un’iniezione di ulteriori 1.100 mld, questa volta affidati alle capaci mani internazionali del Fondo monetario di Washington, e la fissazione di nuove regole contro gli avventurieri della finanza, anch’esse in gran parte affidate al Board di nuova costituzione guidato da Mario Draghi e all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (l’Ocse) con sede a Parigi, potrebbero infatti raggiungere il risultato di ricreare la fiducia.

Alle decisioni di Londra le borse americane hanno risposto ancora di no, mentre quelle del resto del mondo di sì; occorre però aspettare che maturino su esse più fondate valutazioni. E’ pur vero che gli Stati Uniti, da cui ha origine la crisi sono attualmente i più colpiti, ma sono anche il Paese che, insieme alla Cina, ha reagito con maggiore fermezza; gli americani destinando ingenti somme per il salvataggio delle banche e società finanziarie, i cinesi per sostituire domanda interna alla domanda estera. Dei 5 mila mld di dollari evidenziati nel Comunicato dei G20 di Londra, circa 2 mila sono stati stanziati per salvataggi e ricapitalizzazioni di banche e assicurazioni, altrettanti per il sostegno dell’attività produttiva e il residuo per il sociale. L’iniezione di 1.100 miliardi mette a disposizione delle agenzie sovranazionali (Fmi, Bancamondiale e altre istituzioni con compiti specifici) risorse per sostenere i Paesi in difficoltà o per promuovere lo sviluppo ma,al di là di questo importante intervento, ha grande valore simbolico l’aver disposto la creazione di 250 miliardi di dollari equivalenti in forma di Diritti speciali di prelievo, la moneta internazionale “tenuta in frigo”, alla cui ideazione, che data dal 1968, diedero un apporto determinante e lungimirante i nostri Guido Carli e Rinaldo Ossola. Questa non è una decisione che sostituisce il dollaro dalla sua posizione centrale nel sistema dei pagamenti internazionali, anzi potrebbe rafforzarlo, risolvendo alcuni dei loro problemi di finanziamento estero. I nostri lettori ricorderanno certamente i dubbi che avevamo ripetutamente sollevati da questa colonna circa la stabilità del dollaro in caso di successo della ripresa economica americana.

Che i G20 siano convinti d’aver preso una serie di decisioni importanti è testimoniato dal fatto che nel Comunicalo in parola si sono avventurati ad affermare che l’insieme dei provvedimenti raddoppieranno il saggio di sviluppo globale, dal 2% previsto al 4% ottenibile. Che essi credano in questa possibilità è anche testimoniato dal fatto che, coscienti dell’entità delle manovre espansive monetarie attuate, nello stesso Comunicato si fa cenno alla necessità di definire fin d’ora un’exit strategy. ossia una strategia di intervento che, a causa di un possibile ritorno dell’inflazione, prepari gli strumenti per non costringere le banche centrali a strozzare la ripresa produttiva appena essa si presenta. Di ciò si è anche parlato nel fine settimana allo Workshop Ambrosetti di Villa d’Este facendo insorgere il dubbio che non siamo ancora certi dell’exit strategy per uscire dalla crisi, che già siamo costretti a parlare dell’exit strategy per uscire dalla ripresa! Ovviamente una ripresa che abbia le stesse caratteristiche “irrazionali esuberanti” della precedente.

da Il Messaggero del 6 aprile 2009
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