Giorgio La Malfa su Il Mattino del 13 marzo: "L'ottimismo e gli aiuti di Draghi non bastano all'Europa"

di Giorgio La Malfa - 13/03/2015 - Economia
Giorgio La Malfa su Il Mattino del 13 marzo: "L'ottimismo e gli aiuti di Draghi non bastano all'Europa"

Mostrare un po' di ottimismo sulla ripresa economica dell'eurozona è importante. Fa bene Mario Draghi a insistere in questo senso e anche a sfoderare, nelle foto di circostanza, qualche sorriso che serve a trasmettere ai cittadini europei, ai consumatori come agli investitori, il messaggio rassicurante che è innato una svolta nella situazione attuale e nelle prospettive dell'economia europea.

In questo momento vi sono vari fattori che possono dare una spinta alla ripresa e, come si sa, quando l'economia cambia di direzione, gli effetti che si determinano tendono ad essere cumulativi.
Se una ventata di ottimismo genera un aumento dei consumi 0 degli investimenti, la domanda che ne consegue conferma e rafforza l'ottimismo di partenza.

Naturalmente tutto questo deve essere basato su fattori obiettivi che giustificano il mutamento delle previsioni e degli stati d'animo dei consumatori e degli imprenditori e il maggiore ottimismo  per il futuro.
Sono soprattutto due i fattori che in questo momento sorreggono una certa fiducia che il peggio possa alle nostre spalle. Dal lato dei consumi vi e' la flessione dei prezzi del petrolio che si traduce in aumento del reddito reale di chi utilizza, per lavoro o per consumo, il camion o l'automobile.

Quando aumenta il prezzo del petrolio e' giusto parlare di una tassa imposta ai consumatori dagli sceicchi.
Allo stesso modo, quando il prezzo del petrolio diminuisce è come fossero gli sceicchi a versare una tassa che va a favore dei consumatori.

Dal lato della produzione industriale il dato positivo è la svalutazione dell'euro tonato finalmente a livelli accettabili rispetto al dollaro.
Per anni l'euro faceva - come si diceva un tempo - aggio sul dollaro, cioè valeva molto di più del dollaro con un danno enorme alla capacità esportazione dei nostri paesi.

Oggi per la prima volta sui giornali americani si legge di una preoccupazione dei grandi gruppi industriali  americani per la maggiore competitività, a questo cambio dell'euro con il dollaro, delle produzioni europee sia sui mercati europei, sia sui mercati internazionali...

 

 

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