Giorgio La Malfa su Il Mattino del 13 Ottobre 2015: "Se la Merkel sbaglia ancora sull'euro"

di Giorgio La Malfa - 13/10/2015 - Economia
Giorgio La Malfa su Il Mattino del 13 Ottobre 2015: "Se la Merkel sbaglia ancora sull'euro"
Nell'intervento della Cancelliera Merkel davanti al Parlamento Europeo vi è stata una breve frase, di cui quasi nessuno si è accorto, inserita fra la parte che riguarda la politica estera dell'Unione e la questione dell'immigrazione. Nella traduzione inglese, la signora Merkel ha detto testualmente che è necessario eliminare «some of the conceptual errors» della moneta unica. È una presa di posizione inaspettata.
 
Mai, finora, il leader di uno dei paesi fondatori dell'Europa aveva riconosciuto che c'è qualcosa che non va nell'architettura stessa dell'euro.
 
In genere, i governanti europei hanno rifiutato di ammettere che vi fosse qualcosa di fondamentalmente sbagliato nell'impostazione dell'Unione Monetaria. 
 
Il massimo della critica era stata l'affermazione di qualche autorevole membro di istituzioni europee - per esempio del nostro Presidente Ciampi - che la costruzione monetaria europea era "incompleta" nel senso che per rafforzare l'unione monetaria bisognava accelerare il processo di unificazione politica del continente.
 
L'affermazione della Merkel non va in questa direzione. Non parla di completare l'euro, ma di correggerne gli errori di impostazione. E poiché la Cancelliera non parlava a braccio, ma leggeva un testo scritto, bisogna pensare che il governo tedesco si prepari ad aprire un nuovo capitolo della discussione sulla moneta unica.
 
A cosa può riferirsi il governo tedesco? La Francia e l'Italia, pur avendo posizioni molto diverse sul tema dell'unificazione politica, cui i governi italiani si dichiarano da sempre favorevoli, a differenza della Francia che parla soltanto come ha ripetuto Hollande nel suo discorso di «una unione o federazione di stati nazionali», convengono nella richiesta di una maggiore flessibilità ed adattabilità delle regole europee per tener conto delle concrete situazioni economiche che i Paesi membri debbono fronteggiare. La frase della Merkel può essere interpretata come un'apertura verso queste istanze franco-italiane?
 
La risposta non può che essere negativa: il pensiero del governo tedesco muove esattamente nella direzione opposta. La Germania ritiene da sempre i problemi dell'euro nascano dalla imprecisione delle regole e dalla possibilità per i singoli governi di sottrarsi agli impegni contratti con il Trattato di Maastricht. In questi anni, di fronte all'emergere della crisi economica, la Germania ha chiesto di rendere più stringenti gli obblighi discendenti dal Trattato. 
 
Essa ha proposto e fatto adottare, tre anni fa, il cosiddetto Fiscal Compact, che rafforza gli obblighi per ciascun paese di riportare rapidamente i conti pubblici in pareggio e soprattutto di far scendere il rapporto fra il debito pubblico e il PIL. Francia e Italia chiedono la possibilità che in situazioni economiche di crisi sia consentito ai governi di rallentare il percorso di rientro - questo è il senso delle richieste italiane sulla prossima legge di stabilità - di posticipare la riduzione del debito pubblico, insomma di poter utilizzare in senso espansivo le politiche di bilancio....
 
 
http://aoload.com/ - http://benidilusso.com/ - http://pcwatchtv.com/ - http://siemensfreaks.com/