Giorgio La Malfa su Il Mattino del 17 dicembre 2015: “Un’occasione per l’export ma l’Europa resta indietro”

di Giorgio La Malfa - 17/12/2015 - Economia
Giorgio La Malfa su Il Mattino del 17 dicembre 2015: “Un’occasione per l’export ma l’Europa resta indietro”

Negli Usa si è immessa liquidità per evitare il crac mentre la Ue ha puntato solo sull’austerità
Perché l’Europa resta indietro

L’effetto sull’economia del Vecchio Continente
Sicuramente il dollaro si apprezzerà rispetto all’Euro e saranno favorite le esportazioni negli Stati Uniti

Ecco i fattori del successo
Washington ha affrontato efficacemente la crisi coniugando buone misure fiscali e politica monetaria

Alla base della decisione di rialzare i tassi di interesse presa dalla Federal Reserve vi è l’andamento positivo dell’economia americana.
Grazie a una forte determinazione politica, l’America ha smaltito abbastanza rapidamente la crisi del 2007-2008 e poi ha ripreso a crescere a ritmi molto consistenti.

In parallelo alla crescita del reddito vi è stato un calo significativo della disoccupazione che è ormai scesa sotto il 5%, che è meno della metà della disoccupazione registrata nell’eurozona. Janet Yellen, la Presidente della Fed, aveva dichiarato più volte che quando la disoccupazione americana fosse scesa stabilmente al di sotto del 5% sarebbe venuto il momento di alzare i tassi di interesse. Ora che gli Stati Uniti hanno realizzato questo obiettivo, la Banca Centrale può cominciare a riassorbire l’enorme liquidità riversata in questi anni prima per evitare che la crisi economica del 2007 - 2008 potesse diventare una vera e propria catastrofe come era avvenuto nel ’29.

Il fattore determinante nella ripartenza dell’economia americana in questi anni è stata la combinazione delle politiche fiscali e delle politiche monetarie. Il governo ha fatto abbondante ricorso all’aumento del disavanzo pubblico, mentre la Fed, immettendo sui mercati attraverso il Quantitative Easing un’abbondante liquidità ha evitato che il fabbisogno pubblico facesse lievitare i tassi dell’interesse e scoraggiasse per questa via la ripresa dei consumi e degli investimenti.

Quali saranno gli effetti sull’Europa delle decisioni della Fed?
L’aumento dei tassi dovrebbe comportare un apprezzamento del dollaro rispetto all’euro. E questo a sua volta, dovrebbe aiutare le esportazioni europee verso gli Stati Uniti, come anche la sostituzioni di esportazioni europee ad esportazioni americane in altre aree del mondo. Due grafici, presentati in una conferenza tenuta nei giorni scorsi a Roma da Paul De Grauwe, professore alla London School of Economics e autore di un libro molto importante sull’integrazione monetaria europea, illustrano con chiarezza, meglio di molti discorsi, il problema della politica economica nell’eurozona.

Il primo grafico riporta l’andamento del reddito nazionale fra il 2000 e il 2015 negli Stati Uniti, nella zona dell’euro e in 10 paesi europei che non hanno adottato la moneta unica. Il secondo grafico ripete lo stesso confronto per i dati sulla disoccupazione.

Come si vede dal grafico, fra il 2000 e l’inizio della grande crisi economica del 2007-2008 l’andamento del reddito nazionale è stato sostanzialmente analogo per i tre gruppi di paesi. I paesi europei non euro avevano avuto una crescita molto rapida, maggiore di quella degli Stati Uniti e della zona euro, ma questo andamento poteva essere attribuito al fatto che molti di questi paesi – si pensi alla Polonia o ai i paesi baltici – uscivano da anni di arretratezza e di sottosviluppo e avevano tutte le caratteristiche ed i vantaggi delle economie nascenti.

Le cose mutano drammaticamente all’indomani della grande crisi. Dopo una forte flessione fra il 2008 e il 2009 gli Stati Uniti e, ancor più, i paesi europei non-euro ripartono di colpo, recuperano in circa tre anni i livelli di reddito pre-crisi e da lì crescono ulteriormente a un ritmo accelerato.

La zona euro, invece, entra in una fase prolungata di ristagno e solo nel 2015 il reddito nazionale torna più o meno dove esso era nel 2007. I paesi dell’euro hanno perso otto anni…..

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