La Malfa a Berlusconi: Silvio, sull'abolizione delle Province hai perso un'occasione d'oro

di Giorgio La Malfa - 07/07/2011 - Economia
La Malfa a Berlusconi: Silvio, sull'abolizione delle Province hai perso un'occasione d'oro Ieri Berlusconi ha perso una vera occasione per riguadagnare almeno una parte, non piccola, del terreno perso nel corso di questa legislatura. Come si sa. era nuovamente all’esame della Camera, dopo una serie di rinvii, una proposta costituzionale di abolizione delle province, un tema, tra l’altro, contenuto nel programma elettorale del 2008 della cosiddetta Casa delle Libertà. Un tema che il partito Repubblicano pose con forza nel 1970, nel momento in cui si costituirono le regioni a statuto ordinario. 

In quel momento sostenemmo che, essendo il Parlamento in procinto di introdurre nella struttura dello Stato un nuovo livello intermedio fra i Comuni e l’Amministrazione Centrale, sarebbe stato necessario ed opportuno procedere alla eliminazione delle Province che avevano poche funzioni ed alti costi (in rapporto a quelle poche funzioni). La tesi non passò per l’ovvia opposizione della DC e del PCI e da allora anzi, il numero delle province è lievitato progressivamente. 

Il voto di ieri offriva a Berlusconi una occasione politica di prim’ordine. Se egli avesse dato ordine ai suoi di votare a favore, avrebbe con un solo atto, che oltretutto non richiedeva neppure un grande coraggio non avendo il PdL un radicamento nelle Province come quello di altri partiti, ottenuto una serie di risultati politici importanti e significativi. In primo luogo avrebbe mostrato alla Lega, che prende in modo sempre più evidente le distanze da lui, che egli non ne ha paura e che può fare a gara con loro in populismo mettendoli in difficoltà davanti al loro elettorato. 

Avrebbe, in secondo luogo, messo in serio imbarazzo il PD, spaccato su questo come su altri temi, che da un lato non può non dire sì a un taglio dei cosiddetti costi della politica, ma dall’altro non può fare a meno di un ente nel quale storicamente ha sistemato i propri quadri. In terzo luogo, essendo alla disperata ricerca di un terreno di intesa con il Terzo Polo, lo avrebbe trovato su un tema nel quale il PdL si allontanava dalla Lega e il Terzo Polo dal PD. Infine, a un’opinione pubblica in cui ormai corre l’idea che Berlusconi si occupa solo degli affari propri, avrebbe potuto offrire un’inattesa posizione con dei connotati ‘idealistici’ che appartengono - o meglio appartennero - all’immagine del Berlusconi prima maniera. 

E invece Berlusconi si è lasciata sfuggire questa occasione preziosa. Ha votato con la Lega per affossare il progetto. Ha consentito al PD di nascondersi dietro l’astensione. Ha perso l’occasione di intrecciare un dialogo con il Terzo Polo. Ha rinunziato a un proprio, facile, cavallo di battaglia presso l’opinione pubblica. La domanda che vale la pena di porsi è perché Berlusconi abbia perso questa occasione. Da un lato, è probabilmente il segno che il suo ‘mitico’ senso degli stati d’animo dell’elettorato lo ha abbandonato, preso com’è dai guai della politica quotidiana e dalle preoccupazioni personali ed aziendali che lo sovrastano. 

Ma è anche il segno che Berlusconi non ha giudizio politico o non è più in grado di esercitarlo. Ma vi è anche una terza conclusione che si deve trarre da questa vicenda, che riguarda la nota questione della possibilità del centrodestra e in particolare del cosiddetto Popolo delle Libertà di sopravvivere a Berlusconi. In realtà la vicenda di ieri conferma che il PdL è Berlusconi e solo Berlusconi. Il neosegretario Alfano ha anche lui perso una vera occasione e così quelle 3 o 4 persone nel vertice della PdL che hanno una riflessione politica – Cicchitto, Quagliarello, Scajola, per citarne alcuni. 

Perché non suggerire al Partito ed al gruppo parlamentare di prendere sulla questione delle province una posizione insieme inattesa e coraggiosa? Perché non cambiare di colpo le carte in tavola partendo da un problema sul quale il PdL non ha corposi interessi da difendere, come la Lega e come il PD? Perché non mostrare una capacità di leadership politica e parlamentare su un tema così ovvio, semplice e lineare? E’ più che un campanello di allarme: è la prova che il centrodestra finirà con Berlusconi e, poiché Berlusconi è alla fine, la fine del centrodestra è vicina.

da Firstonline.info del 7 luglio 2011
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