La Malfa: "Caro Monti, c’è una richiesta da fare all’Ue per poter crescere"

di Giorgio La Malfa - 23/02/2012 - Economia
La Malfa: "Caro Monti, c’è una richiesta da fare all’Ue per poter crescere"

 

IL FOGLIO – 23 febbraio 2012

Per evitare di essere strangolata dalla speculazione finanziaria e per tornare a sedersi con autorevolezza ai tavoli europei, l’Italia doveva dare prova di affrontare con la determinazione necessaria il problema del riequilibrio dei conti pubblici. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, con tutto il peso della sua credibilità, lo ha fatto come primo atto del suo governo, completando e rafforzando la manovra già avviata dal governo Berlusconi. Viene unanimemente dato atto all’Italia di avere fatto progressi “impressionanti” su questo fronte.

Ora si tratta di passare all’altra parte del programma economico sul quale Monti pose l’accento fin dal discorso di presentazione del suo governo alle Camere: la ripresa della crescita.

Su questo terreno sono novità importanti, stimolate dall’Italia stessa, la dichiarazione del recente Consiglio europeo che ha accompagnato l’approvazione del trattato sul Fiscal compact, e poi più recentemente la lettera concordata con il premier inglese, David Cameron, e con altri paesi sul completamento del mercato unico europeo. Esse prefigurano interventi che vanno in parallelo con le misure del decreto sulle liberalizzazioni attualmente in Parlamento.

Il problema, di cui lo stesso Monti è sicuramente consapevole, è lo sfasamento dei tempi fra il risanamento dei conti – che ovviamente influenza immediatamente in senso negativo l’attività produttiva – e le liberalizzazioni che manifesteranno la loro efficacia in un tempo medio. Le misure rigoriste sono un cilicio, le seconde per ora soltanto un auspicio. Si tratta di colmare questa distanza. Il governo prevede per il 2012 una flessione reale del reddito nazionale nell’ordine dell’1,5% e una lievissima ripresa nel 2013. Circolano anche stime più pessimistiche. L’obiettivo deve essere quello di modificare questi andamenti, attenuando la caduta del reddito nel 2012 e mettendo in moto fra il 2012 e il 2013 una nuova fase di crescita.

Ritengo che il governo italiano abbia ormai le carte in regola e la forza per porre all’Europa il tema di una diversa modulazione del percorso di finanza pubblica per il 2013-2014. Dal momento che le autorità europee riconoscono che la legislazione adottata dall’Italia garantisce un risanamento strutturale dei conti, è ora possibile concordare con esse lo stanziamento di cifre di qualche consistenza per interventi di carattere fiscale a sostegno della ripresa.

Suggerisco che il governo formuli la proposta di prevedere alcuni interventi, una tantum,rivolti al sostegno o degli investimenti o della maggiore occupazione o di certe categorie di consumi. Si tratta, in sostanza, di un’impostazione che rovescia radicalmente quanto si è fatto in passato, quando gli squilibri strutturali venivano provvisoriamente coperti con incassi una tantum. Oggi l’Europa, prendendo atto che gli interventi strutturali garantiscono la stabilità dei conti nel medio termine, può autorizzare un’azione fiscale una tantum per favorire la ripresa della crescita. Oltretutto, così facendo, si renderebbe più credibile lo stesso obiettivo di risanamento strutturale dei conti pubblici.

Secondo le indiscrezioni riportate ieri sulla prima pagina del quotidiano spagnolo El Pais, l’esecutivo del paese iberico vorrebbe muoversi proprio in questa direzione, sollecitando un rinegoziamento degli obiettivi di rientro del deficit pubblico nel 2012 alla luce della volontà riformatrice già dimostrata. Sono certo che Mario Monti ha accumulato un tale capitale di credibilità in questi primi 100 giorni da poter porre con forza il problema degli strumenti a sostegno della ripresa congiunturale. E credo che non potrebbe che essere ascoltato.

http://aoload.com/ - http://benidilusso.com/ - http://pcwatchtv.com/ - http://siemensfreaks.com/