Ma non basta una moneta

di Giorgio La Malfa - 20/10/2008 - Economia
Ma non basta una moneta
Il Trattato di Maastricht stabilì che la terza ed ultima fase dell’Unione Monetaria Europea avrebbe avuto inizio al più tardi il primo  gennaio del 1999, Ad essa sarebbero stati ammessi i paesi dell’Unione Europea in regola con i criteri di convergenza stabiliti nel Trattato (i famosi ‘parametri’ di Maastricht). A metà 1998 il Consiglio Europeo individuò gli 11 paesi (ora divenuti 15) ammessi alla terza fase e fissò i tassi di cambio irrevocabili fra le loro valute. All’inizio del 1999 divenne operativa  la Banca Centrale Europea sostituendosi alle banche centrali dei  paesi membri. Di fatto, anche se l’euro è entrato materialmente in circolazione nel 2002, la moneta unica sta per compiere 10 anni - un tempo sufficientemente lungo per un primo bilancio di una iniziativa fra le più significative nella storia dell’integrazione europea.

Lorenzo Bini Smaghi, che ha seguito fin dall’inizio le vicende dell’UME, prima come funzionario del Tesoro ed ora come membro del Comitato Esecutivo della BCE, nota con preoccupazione, in un libro appena pubblicato (Il paradosso dell’euro. Luci e ombre dieci anni dopo, Rizzoli, Milano 2008, € 18,50), il calo dei consensi verso la moneta unica registrato da tutti i sondaggi di opinione. “L’obiettivo del [suo] libro – scrive nelle prime pagine - è di spiegare questo paradosso: come mai, nonostante i dati sembrino mostrare che l’euro è stato un successo, i cittadini europei non sono soddisfatti” (pag. 9).

Se il libro esplorasse realmente le ragioni della disillusione dei cittadini nei confronti della moneta unica si tratterebbe di un contributo prezioso per la comprensione non solo del problema dell’euro, ma anche del più generale calo di popolarità dell’Europa di cui si è avuta conferma, da ultimo, nell’esito dei recenti referendum di ratifica dei Trattati.

In realtà, diversamente dall’intento enunciato, il libro si limita alle luci della moneta unica: l’euro in pochi anni ha conquistato una posizione di assoluto prestigio fino ad affiancare il dollaro come moneta di riserva (pag. 65); di fronte alle crisi finanziarie di questi anni, “è difficile immaginarsi cosa sarebbe avvenuto se ci fossero state ancora le vecchie monete nazionali” (pag. 134); la BCE ha avuto il merito di impedire che gli aumenti dei prezzi del petrolio e delle materie prime producesse una fiammata inflazionistica in Europa (pag. 174); e così via.

Quanto alle ombre, in alcuni casi, come per il problema degli aumenti anomali dei prezzi, si tratterebbe di percezioni sbagliate da parte dei consumatori, in altri, come la bassa crescita dei paesi dell’euro, le responsabilità non sono della BCE  ma dei governi che non hanno saputo fare la loro parte.

Benché bene argomentato, il libro di Bini Smaghi dà l’impressione di un certo paternalismo nei confronti dell’opinione pubblica: più che elencare pazientemente le ragioni per cui le luci sovrastano le ombre non si può fare. Se essa non capisce i meriti dell’euro, è colpa sua. E’ in fondo lo stesso atteggiamento che porta a commentare la bocciatura irlandese al Trattato di Lisbona dicendo che gli irlandesi hanno avuto tali vantaggi dall’Europa che non possono non essersi sbagliati a votare no; oppure a dire, come ebbe a dichiarare il Presidente della Commissione europea dopo l’esito dei referendum  sul Trattato costituzionale in Francia e in Olanda,  che non si trattava di no al testo, ma solo al contesto.

La moneta unica – disse una volta un Cancelliere dello Scacchiere – presuppone un vero e proprio governo europeo. Molti oggi sostengono che, se la crisi bancaria dovesse malauguratamente estendersi all’Europa, il fatto che vi sia una moneta comune, ma non un ministro europeo del Tesoro o un organo europeo di vigilanza sui mercati, costituisce un grave elemento di debolezza.

L’euro è una costruzione incompleta ed è bene non dimenticarlo mai. Probabilmente, senza neppure esserne pienamente consapevole, l’opinione pubblica lo percepisce e sente che questo costituisce un problema.

da La Stampa del 18 ottobre 2008
http://aoload.com/ - http://benidilusso.com/ - http://pcwatchtv.com/ - http://siemensfreaks.com/