Paolo Savona sul Corriere della Sera del 24 Giugno 2014: "Cambiare le regole per aiutare gli onesti"

di Paolo Savona - 24/06/2014 - Economia
Paolo Savona sul Corriere della Sera del 24 Giugno 2014: "Cambiare le regole per aiutare gli onesti"
Caro direttore, il commento di domenica 22 giugno di Piero Ostellino è apparso in occasione della diffusione del sondaggio che assegna un’elevata popolarità al Presidente Renzi e una bassa popolarità al suo Governo. 
 
Ostellino coglie correttamente il senso di questa dissonanza e ne avverte la pericolosità per la democrazia. Lo stesso giorno è stato annunciato che la revisione del catasto in attuazione della delega fiscale data dal Parlamento al Governo porterà ad aumenti della tassazione. Spero che il Presidente della Repubblica respinga le norme di attuazione che, ai sensi della delega concessa, implichi un aumento del gettito tributario.
 
Con scarsa sintonia con quello che va facendo, ossia aumenta le tasse, il ministro Padoan ha avvertito che la pressione fiscale è troppo elevata e va ridotta se desideriamo che l’economia si riprenda; secondo una prassi consolidata ha dato la colpa agli evasori. Poiché egli è responsabile del funzionamento del sistema tributario è lecito domandarsi se è conscio che parla delle sue responsabilità. In casi analoghi Guido Carli reagiva affermando: «Si metta di fronte allo specchio e si impartisca ordini di agire»; e aggiungeva «lo faccia con suoni gutturali», come tra militari. Penso che l’analisi di Ostellino sia perciò appropriata quando afferma che 
 
Renzi «qualcosa farà — una (parziale) riduzione della spesa pubblica, ormai fuori controllo, e una (relativa) razionalizzazione della pubblica amministrazione perché la stessa forza delle cose glielo impone — ma non ridurrà l’eccesso di intermediazione politica rispetto alla sfera privata, che è la vera causa della corruzione». E, aggiungo io, della crisi che attanaglia il Paese e induce ad aumentare, peraltro con indescrivibile confusione, i tributi in nome della stabilità richiesta dall’Europa (con i prezzi stagnanti e i valori immobiliari decrescenti, di quale stabilità si parla resta un mistero). 
 
Se per rottamazione non si intende anche quella dei principi elementari della democrazia liberale è giusto reagire come Ostellino ha reagito. Non solo vi è un’aggressione ai redditi e alla ricchezza di coloro che sono stati e sono corretti nei confronti del fisco, ma in questo modo si rende di fatto sostenibile una spesa pubblica largamente improduttiva ai fini della crescita e dell’occupazione.
Ha ragione Ostellino che l’annunciata riforma della pubblica amministrazione non corregge questa distorsione perché, se non si cambiano le regole, il cittadino sarà sempre più suddito e sempre meno titolare di diritti civili democratici.
 
Benedetto Croce, in un articolo dell’8 agosto 1944 su Libertà e Giustizia , quando si andava delineando il nuovo Stato italiano, scrisse: «I democratici sanno anche troppo bene che dalla democrazia non raccolta nel liberalismo sia facile arrivare alla tirannide dei dittatori acclamati e plebiscitari». Cioè proponeva un liberalismo democratico e non una democrazia liberale, un regime che negli ultimi decenni e, ancor più, negli ultimi anni ha perso la sua qualificazione restando una mera espressione della maggioranza che comanda perché il cittadino lo vota, non perché la sua azione è volta al bene del Paese. Non basta perciò dare spazio alla libertà di espressione di 
 
Ostellino o di altri pochi che hanno il coraggio di farlo per dimostrare che siamo ancora in un regime di democrazia liberale; occorre combattere per ristabilire i principi basilari dei sistemi di libertà economica e politica che restano gli unici capaci di garantire un habitat istituzionale per dare un futuro migliore al Paese. 
 
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