Lo scorso 18 novembre 2019 presentazione a Londra del Meridiano Mondadori dedicato a J.M. Keynes curato da Giorgio La Malfa

di Giorgio La Malfa - 26/11/2019 - Economia
Lo scorso 18 novembre 2019 presentazione a Londra del Meridiano Mondadori dedicato a J.M. Keynes curato da Giorgio La Malfa

Promossa da Lord Robert Skildesky - storico, economista ed autore della più importante biografia di J.M. Keynes – si è tenuta a Londra, presso la Kandisky Room, lunedì 18 novembre 2019, la presentazione del Meridiano Mondadori dedicato a J.M. Keynes curato da Giorgio La Malfa.

Originariamente prevista presso laArchibishop’s Room della House of Lords – non disponibile per l’intervenuta convocazione delle elezioni il 12 dicembre p.v. – alla presentazione ha fatto seguito un dibattito fra lo stesso Giorgio La Malfa e Martin Wolf, editorialista del Financial Times, presieduto dallo stesso Lord Skildensky.

Giorgio La Malfa si è soffermato in particolare sulle ragioni politiche che sottendono la Teoria Generale di J.M. Keynes, sottolineando che la stessa caduta del Muro di Berlino nel novembre 1989 è in gran parte la conseguenza della vittoria del “capitalismo dal volto sociale” che ha trovato nell’economista inglese il principale elaboratore della base scientifica.

Keynes è stato altresi il principale ispiratore degli Accordi di Bretton Woods del 1944che posero le basi allo sviluppo economico del dopoguerra ma anche di fatto il principale mentore che ha informato Il Beveridge Report (Social insurance and allied services) del 1942 che fu la baseper l’affermazione del Welfare State inglese cui non poco ha contribuito il protagonismo delle Trade Unions.

Una politica economica, quella di stampo keynesiano,  che – fatto tesoro degli errori del Trattato di Versailles del 1919 - ha posto le basi per oltre un trentennio del vorticoso sviluppo economico e sociale dell’Europa Occidentale uscita dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

Il Capitalismo di Keynes ha vinto la “guerra fredda” con il Comunismo, ma abbandonando Keynes ed abbracciando le fallimentari teorie liberiste, il Capitalismo è entrato in una prolungata crisi i cui effetti negativi si protraggono da oltre trenta anni.

Martin Wolf, nel suo intervento, si è particolarmente soffermato su quanto accaduto nel periodo dell’eclissi keynesiana e su quel liberismo che non poco ha nuociuto non solo all’economia ma anche e soprattutto al sociale, allargando in modo esponenziale il divario fra le stesse classi sociali, dove la politica sembra aver perso in gran parte dei Paesi occidentali il bandolo della matassa e la funzione di guida, con la progressiva disgregazione dei processi di integrazione – sia continentali che intercontinentali - che sono stati alla base dello sviluppo del dopoguerra.

Nel dibattito che è seguito sono intervenuti una decina di partecipanti ed – ovviamente – si è parlato di Brexit e crisi dell’Euro.

Dopo la crisi del 2008 – ha dichiarato Giorgio La Malfa al termine dell’evento londinese, riprendendo il suo intervento alla presentazione del Meridiano Mondadori all’Accademia del Lincei nel maggio scorso – l’Europa e l’Italia non hanno trovato ancora la strada giusta per la ripresa. Ecco perché abbiamo bisogno ancora di Keynes per introdurre un correttivo al sistema di mercato, riportare lo Stato della programmazione, improntare politiche espansive a favore dell’occupazione.

Il grande e per certi versi inaspettato successo del Meridiano Mondadori su Keynes oggi in fase di ristampa, l’accoglienza positiva di autorevoli  stakeholders economici, sociali e accademici riscontrata nelle varie sedi di presentazione, confronto e dibattito nei mesi successivi alla pubblicazione, fanno ben sperare nella fine dell’eclissi keynesiana che però – per definirsi sostanzialmente – ha bisogno di un concreto riscontro anche da parte della politica.

Londra, in questo lungo ed impegnativo percorso di sensibilizzazione che avrà a breve altre significative tappe, ha rappresentato per l’autorevolezza dei promotori e degli interlocutori un appuntamento straordinariamente importante e che ci gratifica non poco.”

 

 

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