Il vero significato del fondo Usa

di Paolo Savona - 29/09/2008 - Economia
Il vero significato del fondo Usa

Dopo la decisione di lasciare andare fallita la Lehman Brothers - che continuiamo a considerare un atto politico sconsiderato - l'annuncio della volontà dell'amministrazione Bush di creare un fondo che accogliesse il titoli “tossici”, ossia i crediti non rimborsabili, era stato da noi salutato con sollievo, in quanto atto indispensabile per arrestare il crollo di fiducia che aveva investito banche, intermediari finanziari e borse valori degli Stati Uniti e del resto del Mondo. Il fatto stesso che venisse indicata la consistenza del fondo in 700 miliardi di dollari non era esattamente in linea con questo obiettivo, sia perché poneva un limite a una dimensione delle insolvenze ancora non valutabile (in quanto ormai dipendenti dagli andamenti di mercato e non più dalla capacità di rimborso dei mutuatari), sia perché l'intervento del fondo sarebbe dovuto essere solo uno strumento a corredo della decisione di trovare una soluzione diversa da quella di lasciare andare fallite alcune banche d'affari, con conseguenze sull'intero sistema del credito e del risparmio. Siffatta volontà non è stata mai resa esplicita dalle autorità americane, anche perché all'interno della stessa amministrazione al potere continuano ad avere forza gli ideologi del mercato non regolato, nonostante che gli errori compiuti impongano di turarsi il naso e salvare pragmaticamente le unità in difficoltà. Non perché lo meritano, ma per salvare le pensioni e i risparmi della povera gente coinvolta dalla girandola finanziaria permessa dagli organi dello Stato. L'unico che si è espresso con chiarezza in tal senso, almeno per quanto riferisce la stampa, è stato Sarkozy, ma non è stato seguito da analogo impegno degli altri capi di Stato europei e del resto del mondo, pur essendo necessario che lo facciano per evitare contraccolpi simili a quelli registrati negli Stati Uniti per i ritardi e le esitazioni a intervenire in modi appropriati.

Il fondo americano dovrebbe essere attivato in ultima istanza, una volta esperiti i tentativi di cessione a terzi delle unità in difficoltà. Si doveva cioè operare propiziando fusioni e incorporazioni delle unità coinvolte, come accaduto per la Merril Lynch assorbita dalla Bank of America, e come è stato sempre fatto da noi.

Una volta esaminati i conti e le prospettive di mercato delle unità in crisi, la Banca d'Italia trovava una soluzione e, dove l'operazione non presentava la quadratura dei conti, chiamava a intervenire il Fondo Interbancario di tutela dei depositi (cioè pro quota tutte le banche) e lo Stato (con il famoso decreto Ventriglia). In breve il fondo proposto da Paulson e Bernanke era necessario per evitare il contagio della crisi dovuto al diffondersi sul mercato di paure incontrollabili e non sarebbe dovuto passare necessariamente attraverso oneri posti a carico del cittadino, ma rappresentare un metodo di governo della crisi che poteva anche richiedere un iniziale esborso di dollari in tutto o in parte recuperabili. Nell'accordo congressuale che si delinea tra democratici e repubblicani questo aspetto della recuperabilità è messo in chiara evidenza.

Che l'indicazione preventiva di una dimensione fosse un errore strategico è testimoniato dal fatto che l'ostacolo principale incontrato da Bush in Congresso sono provenuti dall'indicazione preventiva dell'importo. Se la decisione verrà confermata, esso è stato superato in pratica dalla proposta di mettere a disposizione di Paulson solo 250 mld di dollari, elevabili di 100 dietro conferma della loro necessità da parte del Governo, mentre i residui 350 mld devono nuovamente passare per la decisione del Congresso. Domani si potrà verificare se il mercato accoglierà positivamente queste limitazioni o se esse continueranno ad alimentare paure. Va ribadito che il fondo va visto come un metodo di governo della crisi, non come un importo a disposizione per risolverla, perché la soluzione verrà da altre iniziative più ragionate e più rispettose del mercato.

da Il Messaggero, lunedì 29 settembre 2008

http://aoload.com/ - http://benidilusso.com/ - http://pcwatchtv.com/ - http://siemensfreaks.com/