di Giorgio La Malfa su Il Foglio del 4 novembre 2015: "Keynes è vivo e lotta con noi"

di Giorgio La Malfa - 04/11/2015 - Economia
di Giorgio La Malfa su Il Foglio del 4 novembre 2015: "Keynes è vivo e lotta con noi"

Non solo accademia. La lezione dell'economista inglese è anrora utile per capovolgere Bruxelles.

L'economia è la scienza che mira a pensare in termini di modelli, unita all'arte di scegliere quei modelli che sono rilevanti per il mondo contemporaneo ...

L'obiettivo di un modello è distinguere i fattori semipermanenti o costanti da quelli che sono invece transitori o fluttuanti, così da sviluppare un modo logico di riflettere su questi ultimi e di capire le sequenze temporali cui essi danno vita in casi particolari. 

I buoni economisti sono pochi perché il dono di usare 'un'osservazione vigile' nello scegliere dei modelli efficaci, benché non richieda una tecnica intellettuale particolarmente raffinata, è tuttavia piuttosto raro".

John Maynard Keynes torna più volte sul fatto che gli economisti dovrebbero aspirare (e riuscire) a essere socialmente utili - "competenti e umili come dei dentisti" - ma che unire capacità analitica e sensibilità pratica è una dote non comune.

Nel 1923, nel "Tract on Monetary Reform", osservava ironicamente: "Gli economisti si assegnano un compito troppo facile, ed anche inutile, se in mezzo alla tempesta sanno dirci soltanto che, quando la bufera sarà passata del tutto, il mare tornerà calmo".

Un anno dopo, in un saggio su Alfred Marshall, scriveva: "Lo studio dell'economia non sembra richiedere alcun dono intellettuale di livello particolarmente elevato. Non è forse vero che, in confronto con i rami più alti della scienza e della filosofia, essa appare assai più semplice? Eppure i buoni economisti, o anche solo gli economisti competenti, sono uccelli rarissimi...

Il paradosso si spiega, forse, con il fatto che un grande economista deve possedere una rara combinazione di qualità. Deve avere uno standard elevato in vari campi e combinare talenti che non è facile trovare riuniti in una sola persona. Deve essere un matematico, uno storico, un uomo di stato, un filosofo - o almeno deve esserlo in qualche misura. Deve capire i simboli e usare le parole. Cogliere il particolare nel generale ed essere astratto e concreto esattamente nello stesso tempo. Deve studiare il presente alla luce del passato con il fine di guardare al futuro. Nessuna parte della natura dell'uomo o delle sue istituzioni deve sfuggire al suo sguardo. Deve essere determinato, ma anche disinteressato; distaccato ed incorruttibile come un artista, e tuttavia talvolta a contatto con la realtà come un politico".

Era un omaggio all'ingegno di Marshall, sotto la cui guida Keynes aveva mosso i primi passi nello studio dell'economia, ma era anche l'autoritratto di un economista che, pur essendo dal 1909 fellow del King's College a Cambridge, non accettò mai un impegno...

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