Giorgio La Malfa su Il Foglio del 1 agosto 2015: "Lettera al direttore"

di Giorgio La Malfa - 04/08/2015 - Politica estera
Giorgio La Malfa su Il Foglio del 1 agosto 2015: "Lettera al direttore"

Al direttore - Quella che le  trascrivo qui sotto non è la poesia più nota di Costantino Kavafis. Non è “Aspettando i barbari”, così amata da Montale, né “Itaca” con i suoi indimenticabili versi iniziali: “Se per Itaca volgi il tuo viaggio,/ Fa voti che ti sia lunga la via,/ E colma di vicende e conoscenze…”/ Né la drammatica “Candele”, né la melanconica “Quanto più puoi”, che comincia così: “Farla non puoi la vita come vorresti/ Almeno questo tenta quanto più puoi: / Non la svilire troppo nell’assiduo contatto della gente, / Nell’assiduo gestire, nelle ciance…. “né fa parte delle sue bellissime poesie erotiche”.

E tuttavia, non  pare anche a lei  che questa poesia di Kavafis abbia molte assonanze con situazioni che conosciamo bene? La poesia si chiama “In una grande colonia greca (200 a.C.)”. Eccola: “Non c’è il minimo dubbio, è palese/ Che le cose non vanno bene in questo Paese./ Benché tiriamo in qualche modo avanti,/ è forse giunto il tempo, come pensano tanti,/ di far venire un Gran Riformatore./ Ma qualcosa è d’ostacolo all’impresa: / questi Riformatori hanno pretesa/ di fare grandi storie di ciascuna/ cosa (poterne fare a meno, che fortuna!)./ Sopra questioni di nessun valore/ Fanno indagini, lunghe inquisizioni,/ piani di radicali modificazioni,/ e d’attuarli senza remore hanno cura./  Hanno poi una tendenza al sacrificio: / ‘A quel possesso rinunziate: lo dovete!/ La vostra occupazione è malsicura./ Certo, tali possessi recano pregiudizio./ Dovete rinunziare a quest’entrata/ e a quest’altra, alla prima strettamente legata,/ e a questa pure, che da quelle è derivata./ Sono essenziali, sì. Ma che volete?/ Responsabilità ne vengono, e non liete’. E quanto più procedono, eccoli reperire/ Cose e cose superflue, che vogliono abolire./ Sopprimerle, peraltro, è cosa dura./ Partono, se Dio vuole, fatta l’opera attesa,/ dopo avere fissato e potato (in contanti ricevono un compenso giusto, come d’intesa): / vedremo adesso cosa resta, dopo l’intervento chirurgico saggio e risolutore./ Forse non era il tempo./  Via, non siamo zelanti oltre misura!/ E’ un rischio la fretta, nelle imprese./ E dei provvedimenti prematuri ci si pente./ Sono molte le cose storte, ahimè nel Paese: / ma di perfetto, al mondo, non c’è niente./ E dopo tutto, via, tiriamo avanti”.

Giorgio La Malfa

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