Giorgio La Malfa su Il Foglio del 15 agosto 2015: "Requiem a sei voci per una città annientata dalla bomba"

di Giorgio La Malfa - 22/08/2015 - Politica estera
Giorgio La Malfa su Il Foglio del 15 agosto 2015: "Requiem a sei voci per una città annientata dalla bomba"

Il 31 agosto 1946, a poco più di un anno dalla fine della Seconda guerra mondiale, il settimanale New Yorker pubblicava un lungo reportage sull'attacco nucleare americano contro la città giapponese di Hiroshima che aveva avuto luogo il 6 agosto del 1945. L'articolo era preceduto da una breve nota dei direttori del settimanale che informava i lettori che "il numero di questa settimana del New Yorker risena l'intero spazio editoriale a un articolo che tratta della quasi totale obliterazione di una citta causata da una bomba atomica e di cio che e accaduto agli abitanti di quella ritta". La nota proseguiva dicendo che "solo pochi hanno compreso la quasi incredibile capacità distruttiva di quest'arma e tutti invece dovrebbero fermarsi a riflettere sulle terribili implicazioni del suo impiego".

L'autore del reportage, lungo circa trentamila parole. che copriva 52 pagine del settimanale. era John Hersey. un giovane giornalista americano che prima di trasferirsi al New Yorker, era stato corrispondente di guerra per Time e Life in vari teatri militari, ivi compresa l'Italia dove aveva seguito lo sbarco degli americani in Sicilia. L'articolo, semplicemente intitolato "Hiroshima", ebbe un'enorme risonanza, il numero del settimanale andò esaurito in poche ore decine di giornali e di riviste lo ripubblicarono in tutto o in parte del libro pubblicato pochi mesi dopo dall'editore Knopf vennero vendute oltre tre milioni di copie. Albert Einstein, che aveva da poco promosso un comitato di scienziati con l'obiettivo di mettere in guardia dai pericoli della bomba diffuse migliaia di copie dell'articolo. Quest'anno ricorrono i 70 anni dallo scoppio della bomba (o meglio delle due bombe di Hiroshima e di Nagasaki, detonate a tre giorni di distanza l'una il 6 agosto, l'altra il 9 agosto 1915).

Vale la pena di ripubblicare alcune pagine di questo eccezionale documento giornalistico, dedicandolo specialmente ai lettori piu giovani. la maggior parte dei quali, probabilmente, non ne ha mai sentito parlare. Come si edra, la forza di questo testo sconvolgente è la sua apparente mancanza di emotivita, la descrizione quasi asettica degli avvenimenti, il linguaggio asciutto. In questo c'è molto dello stile del giornalismo anglosassone, così lontano dal nostro. Ma si è qualcosa di più. Quello che rende straordinario il reportage e la tecnica narrativa adottata da Hersey.

Questi scelse di raccontare la catastrofe nucleare attraverso l'esperienza di sei abitanti di Hiroshima quattro uomini e due donne, che trovandosi relativamente defilati rispetto al cratere dell'esplosione. sopravvissero alla bomba. ma ne constatarono direttamente gli effetti tremendi. Anni dopo. Hersey raccontò di avere avuto l'idea del racconto di queste sei vite intrecciate dal romanzo di Thornton Wilder "Il ponte di San Luis Rey". La differenza è che qui sono i fatti a parlare. E che terribili fatti!

Giorgio La Malfa

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