Giorgio La Malfa su Il Foglio dell'11 luglio 2015: "Non possiamo che essere ancora merkeliani. Croce e martello: ognuno riceve i regali che si merita"

di Giorgio La Malfa - 12/07/2015 - Politica estera
Giorgio La Malfa su Il Foglio dell'11 luglio 2015: "Non possiamo che essere ancora merkeliani. Croce e martello: ognuno riceve i regali che si merita"

Al direttore - Come in un gioco di specchi, nella questione greca di questi mesi si riflettono questioni molto più ampie, che investono il futuro dell’euro e dell’Europa in quanto tali. Come ha scritto qualche giorno fa Andrea Bonanni su Repubblica, senza rendersi conto esattamente del significato di questa ammissione: “L’elezione di Tsipras ha messo in panne l’Europa”. Perché? Perché la richiesta di Atene di attenuare la rigidità delle prescrizioni europee ha generato un corto circuito. A Bruxelles, presso la Commissione europea, a Francoforte, in seno alla Bce, e soprattutto a Berlino, l’egemone riluttante d’Europa, sono emerse e si sono scontrate due linee contrapposte. Per gli uni, ridiscutere le politiche imposte alla Grecia in questi anni, nonostante il loro evidente insuccesso (l’altro giorno  addirittura il professor Monti ha dichiarato in televisione che la Troika aveva prescritto ad Atene misure eccessive di austerità!), vorrebbe dire aprire la strada ad analoghe “pretese” da parte di altri paesi che finora si sono piegati alla linea dell’austerità e forse aprire la strada al successo elettorale di movimenti simili a Tsipras negli altri paesi dell’euro.

Per gli altri  rifiutare ogni compromesso con Atene e quindi espellerla dall’euro, facendo venir meno l’affermazione che la scelta della  moneta unica europea è irreversibile, aprirebbe la strada ad altre crisi (si sono intese esattamente le parole del Fondo monetario internazionale a proposito del debito pubblico italiano?) e alla possibilità che l’euro si “sfarini” un passo alla volta. Giustamente Tsipras ha detto che la “sua” Grecia fa da cavia per gli esperimenti europei.

Era possibile una soluzione di compromesso? Si, se la signora Merkel fosse stata in grado di prevalere sui falchi che sostenevano che  senza la Grecia l’area dell’euro avrebbe potuto trovare maggiore unità e compattezza interna. Solo la Francia fra tutti i governi europei ha incoraggiata la premier tedesca ad andare in questa direzione. Nessun altro. Forse la Merkel avrebbe ancora la possibilità di imporre un accordo nei prossimi giorni, ma dovrebbe mostrare un coraggio politico e una leadership effettiva che fino a oggi non ha mostrato. Se le cose andranno verso la conclusione traumatica, che la Banca centrale europea provocherebbe tagliando il credito di emergenza alla Grecia e costringendola a uscire dall’euro, allora sarà cominciata una crisi di cui è difficile prevedere gli sviluppi. Le autorità europee hanno un bel proclamare che sono pronti tutti gli interventi per mettere in sicurezza la situazione, la palla passerà ai mercati eccitati dall’odore del sangue. E’ un’amara consolazione per chi aveva diagnosticato per tempo la debolezza delle fondamenta politiche della moneta europea, tutto questo non fa che confermare un’analisi fatta a suo tempo e per tempo.

Giorgio La Malfa

http://aoload.com/ - http://benidilusso.com/ - http://pcwatchtv.com/ - http://siemensfreaks.com/