Giorgio La Malfa su Il Giorno, Il Resto del Carlino e la Nazione del 14 luglio 2015: "La disfatta europea"

di Giorgio La Malfa - 14/07/2015 - Politica estera
Giorgio La Malfa su Il Giorno, Il Resto del Carlino e la Nazione del 14 luglio 2015: "La disfatta europea"

LA PRIMA vittima della soluzione emersa dal Consiglio Europeo dell'altra notte - se il Parlamento greco deciderà di approvarla - è la Commissione Europea. Debole, priva di peso politico, incapace di formulare una proposta equilibrata che potesse espriemere il punto di vista dell'Europa in quanto tale, essa è stata brutalmente messa da parte dai governi. Da oggi l'Europa intesa come un'istituzione sovranazionale non c'è più. la scena è stata prepotentemente presa dagli Stati nazionali  e soprattutto dalla Germania. Essa ha deciso che bisognava dare una lezione alla piccola Grecia che aveva osato contrapporre alla perentorie richieste del paese più forte un referendum popolare. La Germania si è divisa al suo interno sul grado di punizione da infliggere alla Grecia: per "l'europeista" Schaeuble l'esclusione immediata dall'euro, accompagnata dalla promessa di riammetterla eventualmente nel club della moneta dopo cinque anni di penitenza; il mantenimento nell'Euro per la cancelliera Merkel, a condizione che il governo Tsipras accettasse condizioni umilianti che aveva rifiutato finora. Ha prevalso la Merkel: la scleta è stata lasciata a Tsipras e questi sembra essersi piegato.

GLI ALTRI paesi hanno assistito, in silenzio o balbettando, a questo scontro impari, incerti fra la paura di sfidare le ire della Germania e la consapevolezza che da domani anche il più timido accenno di dissenso dalla linea tedesca verrà liquidato con brutalità. La Francia è sembrata consapevole di ciò che la pretesa tedesca di ristabilire l’ordine potrebbe implicare per il futuro, ma temendo che un chiarimento avrebbe potuto comportare, oggi, una crisi politica in Europa, ha finito per abbandonare la Grecia a sé stessa.

RESTATA sola davanti alla Germania, prostrata dal fatto che la Bce non ha avuto il coraggio di assicurarle quel sostegno che le avrebbe consentito di mantenere una ordinata vita finanziaria, la Grecia ha capitolato. Tsipras può far passare in Parlamento le misure che sono state imposte al suo paese solo appoggiandosi ai partiti politici che aveva sconfitto nelle elezioni e rinnegando l’esito del referendum che lui stesso aveva proposto. Rischia di divenire e di apparire poco più di un Quisling.

SPERIAMO soltanto che ci venga risparmiata la retorica di quanti diranno che ha vinto l’Europa e che l’euro si è confermato come una costruzione solida e definitiva. Oggi si apre una questione democratica vera. Un’Europa siffatta non è la nostra casa comune, è una camicia di forza della quale diventa insieme quasi impossibile, ma altrettanto necessario liberarsi.

di Giorgio la Malfa

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