Giorgio La Malfa su Il Giorno, Il Resto del Carlino e La Nazione del 28 settembre 2015: "Una Merkel indebolita"

di Giorgio La Malfa - 29/09/2015 - Politica estera
Giorgio La Malfa su Il Giorno, Il Resto del Carlino e La Nazione del 28 settembre 2015: "Una Merkel indebolita"

OLTRE al danno di immagine per la Germania, lo scandalo Volkswagen avrà riflessi economici pesanti che colpiranno l’economia tedesca. Il danno tuttavia non sarà limitato alla Germania. Altri Paesi, fra cui il nostro, potrebbero subire i contraccolpi negativi della crisi. Come ha ricordato il ministro Padoan, il settore della meccanica italiana è fra i maggiori fornitori dell’industria automobilistica tedesca. Rischiamo, senza colpa, di pagare per le scorrettezze di un Paese pronto a salire in cattedra per denunciare rischi e difetti altrui.

Anche se riuscirà a evitare di risultare direttamente coinvolto nello scandalo, il caso Vw toglie credibilità al governo tedesco. Questo può aiutare l’Europa. In questi anni, la Germania si è posta come il difensore dell’interpretazione più rigida delle regole dell’Unione monetaria europea. Neppure di fronte all’evidenza di una scarsa crescita e di una disoccupazione montante nell’Eurozona ha accettato di prendere in considerazione una revisione della politica economica europea.

Ha insistito sulla necessità di non deflettere dai percorsi di rientro dal disavanzo. Ha rifiutato ogni tentativo di introdurre una qualche distinzione fra le spese pubbliche correnti, che è giusto finanziare solo con le entrate fiscali correnti, e le spese di investimento. Si è opposta agli orientamenti della Bce a favore di una politica monetaria più espansiva. Ha minacciato la Grecia di espulsione dall’euro.

ORA, risultando chiaro che alcuni dei suoi successi economici non sono il frutto del lavoro, della disciplina e della serietà, ma della violazione delle regole, diventerà inevitabilmente poco credibile il richiamo all’intangibilità delle norme. Sia chiaro che nessuno pensa che si possa vivere in una Europa senza regole. Quello che si chiedeva, e che oggi si ha diritto di ottenere, è che le regole siano studiate bene, possano essere modificate alla luce dell’esperienza e debbano essere applicate con buon senso. Sarà molto più difficile per la signora Merkel e per il ministro Schauble indicare a tutti, dall’alto dei successi della Germania, lo spartito da suonare e la strada da seguire. Dovranno imparare ad ascoltare altri, oltre sé stessi. In questo senso dovranno diventare meno tedeschi e più europei.

di Giorgio La Malfa

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