Giorgio La Malfa su Il Mattino del 1 Dicembre 2014: "Se è la politica a battere i falchi del rigore".

di Giorgio La Malfa - 01/12/2014 - Politica estera
Giorgio La Malfa su Il Mattino del 1 Dicembre 2014: "Se è la politica a battere i falchi del rigore".

Il coraggio contro il muro

Finalmente, in questi giorni, sta succedendo qualcosa di positivo in Europa: nella Commissione Europea, generalmente dominata dalle posizioni dei falchi dell'austerità, per la prima volta da molti anni le tesi del rigore a tutti i costi sono finite in minoranza.

Come è noto, i Paesi dell'Unione Europea debbono sottopone preventivamente i loro bilanci pubblici all'esame della Commissione Europea che può approvarli o, se non li ritiene conformi agli impegni che discendono dal Patto di Stabilità, chiedere modifiche, oppure avviare una procedura di infrazione.

 

L'altro ieri la Commissione ha reso noti i suoi giudizi: ha approvato integralmente i bilanci di una serie di Paesi, ha avanzato delle riserve su altri bilanci, ma per quanto riguarda i documenti di bilancio presentati dall'Italia, dalla Francia e dal Belgio, pur notando che essi non rispettavano i vincoli del Patto di Stabilità, ha detto di prendere tempo e di rinviare il giudizio a un ulteriore esame da condursi nella primavera prossima.

 

Particolare significativo: in una intervista il presidente della Commissione Europea, Juncker ha spiegato che si tratta di una decisione che supera e scavalca il giudizio degli uflici ed ha rivendicato un ruolo della politica in queste decisioni che finora non era mai stato riconosciuto.

 

Qualcuno ha già storto il naso ed è prevedibile che le decisioni dell'altro ieri della Commissione provocheranno molte reazioni negative in giro per l'Europa. E tuttavia, quello che è fatto è fatto.

 

Le decisioni dell'altro ieri costituiscono un precedente significativo che renderà assai più difiicile tornare alla linea del rigore senza eccezioni, che è stata la regola di questi anni.

 

Come si è arrivati a questa svolta? Vi sono stati vari fattori all'opera. Certamente ha pesato l'isolamento internazionale dell'Europa che, nel recente vertice del G20, si è sentita accusare dal resto del mondo di insistere su politiche che hanno aggravato e prolungato la deflazione.

 

Va registrata inoltre la durezza con la quale alcuni governi europei, in primis la Francia e l'Italia, hanno criticato le regole di Bruxelles. Della tenacia di queste prese di posizione va dato atto al governo italiano...

 

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