Giorgio La Malfa su Il Mattino del 3 aprile: “Una mossa decisiva nella guerra all’Isis”

di Giorgio La Malfa - 07/04/2015 - Politica estera
Giorgio La Malfa su Il Mattino del 3 aprile: “Una mossa decisiva nella guerra all’Isis”

L’analisi


Si è concluso positivamente il negoziato di Lucerna che vede impegnate le 5 potenze nucleari più la Germania da un lato e l’Iran dall’altro.

È un fatto molto positivo. Una rottura sarebbe stata negativa per tutti e avrebbe aggiunto un ulteriore elemento di tensione in una situazione del Medio Oriente che è di per sé drammatica.

In realtà sia gli americani, sia l’Europa (se vi fosse), sia l’Iran hanno tutto da guadagnare dal successo della trattativa. È probabile che possa già essere stato individuato un punto di equilibrio accettabile fra le rispettive esigenze su tutte le questioni rilevanti.

Nonostante ciò è comprensibile che, le parti abbiano deciso di firmare soltanto un preaccordo, rinviando a un’ulteriore fase di discussioni la definizione di tutti i dettagli tecnici dell’accordo.

Questa soluzione di compromesso potrebbe essere dettata dal desiderio di evitare che l’accordo raggiunto possa essere presentato dai molti nemici del compromesso come il cedimento di una parte rispetto all’altra. In realtà quello che conta è sottoscrivere l’accordo ed è questo che è avvenuto. Il resto poi verrà da sé. L’intesa con l’Iran ha due aspetti cruciali, l’uno relativo alla questione nucleare in senso stretto; l’altro di carattere politico molto più ampio. Sull’uno come sull’altro terreno, con buona pace della destra israeliana, dei repubblicani americani e di qualche falco europeo, l’accordo è assolutamente positivo. Sul piano strettamente nucleare conviene ricordare che non esiste un divieto assoluto alla costruzione di armi nucleari da parte di un paese che voglia procedere in questa direzione.

I cinque Paesi nucleari – gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, la Francia e l’Inghilterra – hanno investito e continuano ad investire cifre enormi nel mantenimento e nell’ammodernamento dei propri arsenali nucleari. Per gli altri Paesi, l’obbligo di non dotarsi di armi nucleari discende dalla decisione di questi Stati di aderire al Trattato di Non Proliferazione delle armi nucleari che venne stipulato nel 1968. Vi sono nazioni come l’India, il Pakistan e Israele che non aderirono a suo tempo al Trattato e che hanno sviluppato propri arsenali nucleari. Per quanto si possa criticare questa decisione, essa era legittima in quanto questi Paesi non avevano aderito al Trattato di non proliferazione.

Il divieto di costruzione di armi nucleari riguarda, dunque, solo i paesi che volontariamente aderirono e continuano ad aderire al Trattato di non proliferazione. Ma se uno di questi Paesi decidesse di dotarsi di un arsenale nucleare, nulla gli impedirebbe di farlo. Dovrebbe semplicemente comunicare la propria decisione di uscire dal regime del Trattato…

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