Giorgio La Malfa sul Mattino del 5 settembre "Il segnale forte per tutta la Ue che non cambia"

di Giorgio La Malfa - 05/09/2016 - Politica estera
Giorgio La Malfa sul Mattino del 5 settembre "Il segnale forte per tutta la Ue che non cambia"

In un passo del Principe, Machiavelli scrive che negli affari di stato è «come dicono e’ fisici dell’etico» (cioè come dicevano a quel tempo i medici della tisi) che nel principio è difficile da diagnosticare, ma facile a curare, e che quando diventa facile da diagnosticare, è troppo tardi per salvare il malato. Questa riflessione lucida ed amara rischia, dopo il tonfo di Angela Merkel e del suo partito Cdu alle Regionali in Germania Est, di applica perfettamente all’Unione Europea, dove per troppo tempo le classi dirigenti hanno ignorato che vi erano problemi irrisolti che minavano alle fondamenta la solidarietà fra i popoli dell’Unione, per accorgersene solo ora quando è troppo tardi per frenare le reazioni degli elettorati. Il che, ovviamente, renderà ancora più difficile trovare le risposte giuste.

Il principale problema irrisolto, la causa originale dei problemi europei, è la moneta unica. Essa doveva rappresentare un passo in avanti di straordinaria importanza nel processo di integrazione europea. Si è rivelata e si sta rivelando un fattore di potente di disgregazione economica e di difficoltà politiche.

Il problema in sé è semplice: la moneta unica significa un’unica politica monetaria e un’unica politica monetaria non può andar bene per un gruppo di paesi che hanno caratteristiche e problemi fra loro molto diversi. La Germania non ha bisogno di una politica monetaria che ne aiuti la crescita: ha una competitività internazionale che le assicura esportazioni soddisfacenti che trainano la crescita del reddito nazionale.

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