Giorgio La Malfa su Il Resto del Carlino del 6 giugno 2015: “La Grecia sopra Berlino”

di Giorgio La Malfa - 06/06/2015 - Politica estera
Giorgio La Malfa su Il Resto del Carlino del 6 giugno 2015: “La Grecia sopra Berlino”

Quello che blocca finora un accordo sui debiti della Grecia è solo in apparenza il rifiuto del governo greco ad accettare gli ulteriori sacrifici che l’Unione Europea, la BCE e il Fondo Monetario richiedono. La Grecia non è in grado di onorare il suo debito internazionale se non le vengono forniti dai suoi stessi creditori i mezzi per farlo: lo sanno tutti anche se non lo dicono esplicitamente. In sostanza sono i creditori a dover decidere se continuare a fingere che la Grecia sia solvente o obbligarla a dichiararsi insolvente e probabilmente a uscire dall’euro.

Questo è il  punto della discussione. Ma essa non si svolge fra la Grecia e I suoi interlocutori, si svolge dentro le istituzioni  internazionali e soprattutto dentro la Germania dal cui orientamento dipenderà la decisione ultima.  Qui si  confrontano due posizioni: una fa capo al Ministro delle Finanze Schauble ed alla Bundesbank, l’altra alla Cancelliera Merkel.

I primi sostengono che, se si consente alla Grecia di non pagare visibilmente le conseguenze del suo modo di essere, altri paesi saranno incoraggiati a violare le regole europee. I falchi parlano di Grecia, ma pensano al Portogallo, alla Spagna e soprattutto all’Italia. Spingere la Grecia fuori dall’euro sarebbe una lezione per altri che continuano a protestare per la durezza della medicina europea.

La Cancelliera, che ha più senso politico, valuta le conseguenze ulteriori che avrebbe un’uscita della Grecia: se la speculazione internazionale dovesse concludere che l’euro non è una scelta irrevocabile, domani altri paesi potrebbero essere messi con le spalle al muro e, sulla base del precedente greco, costretti ad uscire dall’euro. Per questo la Grecia va tenuta dentro, anche a costo di violare le regole di disciplina previste nell’Unione Monetaria.

La crisi greca imboccherà una strada o l’altra quando la discussione fra questi due partiti sarà risolta. In un caso, la Grecia riceverà dei prestiti che le consentiranno di pagare le rate dei debiti in scadenza, nell’altro non li riceverà e si dovra’ dichiarare insolvente. In questa situazione,  ha ragione il governo greco a non voler concedere nulla di sostanziale alle richieste internazionali: perché non ha nulla da concedere piu di quello che ha dato in questi anni e perché comunque un debito pari a quasi due volte il reddito nazionale è di fatto insostenibile.

Il paradosso è che in un certo senso hanno ragione sia Schauble e la Bundesbank sia la Merkel: cedere alla Grecia incoraggerebbe il lassismo, buttare fuori la Grecia dall’euro (o addirittuta dall’Unione Europea, come propone il professor Giavazzi sul Corriere di stamani!) aprirebbe la strada alla dissoluzione dell’euro e forse dell’Europa.  

Questa contraddizione è la conseguenza di un progetto nato male e gestito peggio: la moneta unica europea.

Giorgio La Malfa

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