Giorgio La Malfa su La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno del 20 giugno 2015: “Il buonsenso della Merkel”

di Giorgio La Malfa - 22/06/2015 - Politica estera
Giorgio La Malfa su La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno del 20 giugno 2015: “Il buonsenso della Merkel”

HO SCRITTO altre volte che la questione greca non riguarda la Grecia. Tutti sanno che la Grecia non è in condizioni di ripagare i suoi debiti e non lo sarebbe neppure se accettasse di dissanguare ulteriormente i suoi cittadini, come vorrebbero i falchi europei e il Fondo monetario. Peraltro si sono già visti gli effetti delle politiche di austerità: in questi anni il reddito nazionale greco è sceso del 40%; la disoccupazione è triplicata dall’8 al 26%; la disoccupazione giovanile è salita dal 22 al 58%. Tutto questo, che doveva produrre il mitico equilibrio dei conti pubblici, ha prodotto l’esatto contrario: il rapporto debito/PIL è salito dal 113% nel 2009 al 175% nel 2014. Se il debito greco era difficilmente sostenibile nel 2009, oggi, dopo la cura da cavallo imposta dall’Europa e dal Fmi, è ancora più insostenibile.
In realtà a decidere saranno i creditori e soprattutto i governi europei. In particolare sarà la Germania, divisa fra il senso politico della cancelliera Merkel che sa che l’uscita della Grecia dall’euro può essere l’inizio dello sgretolamento dell’Ue e Schaeuble che vuole dare una lezione ai greci e a tutti gli altri (e soprattutto all’Italia). Il New York Times sintetizza bene la posizione dei falchi: "Dare alla Grecia nuovi prestiti senza ottenere in contropartita maggiori tagli alla spesa sarebbe un passo drammatico verso una unione in cui i Paesi ricchi dovrebbero regalare delle risorse alla Grecia e, domani, ad altri". Ha aggiunto un conservatore americano: "Se un piccolo Paese può ricattare gli altri e costringerli a sborsare dei soldi senza condizioni e senza controlli, l’euro non può sopravvivere".

FALCHI e colombe sanno che la Grecia può pagare i creditori solo con nuovi prestiti e probabilmente con un taglio del debito. I falchi vorrebbero in cambio l’umiliazione di un governo che ha osato sfidare il senso comune delle istituzioni europee. Hanno ragione Tsipras e Varoufakis a resistere. Essi avrebbero diritto alla solidarietà di tutti i governi europei che a parole criticano l’austerità, ma vi si piegano a testa china.
Se prevarrà la Merkel, l’Europa presterà alla Grecia le risorse con le quali essa può ripagare i debiti. Altrimenti si andrà al default della Grecia e alla sua uscita dall’euro, con tutte le conseguenze impreviste e imprevedibili. In questi tre giorni evitiamo di colpevolizzare la Grecia. Aspettiamo l’esito dello scontro. E speriamo che vinca il buonsenso della signora Merkel.

di Giorgio La Malfa

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