Giorgio La Malfa su Quotidiano Nazionale, La Nazione, Il Resto del Carlino, del 30 luglio 2016 "Una partita truccata"

di Giorgio La Malfa - 01/08/2016 - Politica estera
Giorgio La Malfa su Quotidiano Nazionale, La Nazione, Il Resto del Carlino, del 30 luglio 2016 "Una partita truccata"

I RISULTATI del test sulla solidità delle banche europee parlano chiaro: 4 dei 5 nostri maggiori gruppi – Unicredit, Intesa San Paolo, Ubi e Banco Popolare – hanno passato il test, mentre solo per il Monte dei Paschi viene evidenziata una situazione problematica, del resto già nota e oggetto di varie iniziative correttive. Intanto, è stato pubblicato ieri da Mediobanca un Rapporto sulle maggiori banche internazionali che consente di fare il punto sulla situazione delle banche italiane rispetto alle concorrenti europee. Dal Rapporto emerge che il dato più negativo per le banche italiane riguarda i crediti dubbi, che ammontano all’8% del totale dei crediti rispetto a una media europea del 2%. I test hanno evidenziato questo aspetto, che sarà probabilmente oggetto di commenti negativi sul nostro sistema.

VA DETTO, tuttavia, che a fronte di questi crediti dubbi, vi sono garanzie e fondi accantonati pari al 94% del totale, del tutto in linea con la media europea. Altri dati del Rapporto indicano situazioni assai più problematiche per le banche europee. I crediti ristrutturati in Italia sono il 10% dei crediti dubbi, rispetto all’85% della Spagna, al 40% della Germania e a una media del 26% per l’Europa. Ci sono poi i derivati, che sono crediti di incertissimo valore. I più rischiosi fra i derivati, quelli cosidetti di categoria 3, in Italia pesano solo per l’8% del patrimonio netto bancario, ma per il 45% in Germania e per il 20% nella media europea. Insieme, crediti ristrutturati e derivati di categoria 3 incidono in Italia per il 24% del patrimonio netto, rispetto al 52% per la Germania, al 48% per la Spagna, al 38% per la Svizzera, al 30,3% per la media europea.

IL SISTEMA bancario italiano, considerando la lunga crisi che abbiamo attraversato, non sta troppo male. Il problema è che l’impianto stesso dell’Unione Bancaria Europea è insoddisfacente. Adottare un metro unico di valutazione per banche fra loro molto differenti è problematico. Di questa disomogeneità dei criteri di valutazione hanno parlato il presidente dell’Abi e il Governatore di Bankitalia, anche se non si capisce perché, in fase di preparazione della cosiddetta Unione Bancaria, l’Italia non abbia saputo negoziare l’adozione di criteri più equilibrati.

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