Lezione Ippolito - Lord Owen: "Per sanare l'economia ripartire dalla politica"

di Redazione - 06/07/2012 - Politica estera
Lezione Ippolito - Lord Owen: "Per sanare l'economia ripartire dalla politica"

 

L'ex capo del  Foreign Office a Roma su invito ddella Fondazione Ugo La Malfa.  
 
Per risollevare l'economia bisogna partire dalla politica, ristabilendo la logica priorità tra cause ed effetti nella gestione della crisi. 
 
Tra le righe è questo il messaggio che Lord David Owen, uno dei politici di piu' alto profilo della Gran Bretagna, ha rivolto a un uditorio particolarmente qualificato riunitosi nella Sala Zuccari del Senato, a Palazzo Giustiniani, ieri in occasione della Quinta Lezione Ippolito organizzata dalla Fondazione Ugo La Malfa. 
 
"Gli Stati dell'Ue", ha detto Owen, che attualmente a Londra siede nella Camera dei Pari, "a causa della crisi nell'eurozona sono al punto in cui dovranno scegliere tra due diversi modelli volti a perseguire l'unità europea: uno è rappresentato da un gruppo di nazioni che mantengono la propria sovranità con una chiara separazione dei poteri tra le materie sovranazionali e quelle intergovernative. L'altro modello è quello di una piú stretta integrazione in seno all'eurozona che comprenda l'unione bancaria, fiscale e, appunto, politica". 
 
"Riguardo all'Italia, ha detto Owen, per ora ha fatto le sue scelte e resta nell'eurozona. Se anche dovesse cambiare opinione, penso che comunque vorrebbe restare nel mercato unico. Certo - ha aggiunto - se Roma per un motivo o per l'altro pensasse di escludere dall'Ue chi è fuori dall'eurozona potrebbe poi pentirsene se in seguito dovesse trovarsi a cambiare atteggiamento sulla propria partecipazione alla zona della moneta unica".
 
"La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha scelto come modello quello di una piú stretta integrazione - ha affermato Lord Owen - e ha detto anche di augurarsi che la Gran Bretagna resti nel mercato unico, pur sapendo che Londra non accetterà mai tale modello. La Cancelliera non ha neppure spiegato se Berlino accetterebbe che i Paesi che escono fuori dalla zona euro possano restare nel mercato unico, 'sia nel caso in cui abbiano scelto di tornare alle rispettive monete per potere svalutare liberamente, sia perché costretti a lasciare in quanto non piú capaci di sostenere l'euro".
 
Come Owen ha scritto nel suo libro 'Europe restructured' (L'Europa ristrutturata), di cui in precedenza aveva dato anticipazioni ad alcuni giornalisti e a  Giorgio La Malfa, vecchio amico dell'ex capo della diplomazia britannica, "Il mercato andrebbe allargato a tutti i Paesi che volessero entrarvi, dall'Islanda alla Turchia. Questo gruppo, di 32 o piú nazioni, potrebbe essere denominato Comunità europea del mercato unico e verrebbe fondata e controllata dai suoi stessi membri. Avrebbe, al pari di adesso, alcune politiche comuni in materia ambientale e sociale e potrebbe anche rivitalizzare il vecchio meccanismo della Cooperazione politica esistente nella Comunità europea per il coordinamento delle politiche estere e della sicurezza. Ció sarebbe facilitato dalla comune appartenenza alla Nato di molti di questi Paesi". 
 
Owen è stato titolare in governi laburisti di dicasteri chiave, tra i quali il Foreign Office, e successivamente co-fondatore del Partito socialdemocratico e suo leader dal 1983 al 1990. Tra il 1992 e il 1995 è stato negoziatore per l'Ue (a fianco dello statunitense Cyrus Vance dell'Onu) sul conflitto nell'ex Jugoslavia. Owen è stato invitato dalla Fondazione Ugo La Malfa, nell'ambito di un ciclo di conferenze di economisti intitolato alla figura di Felice Ippolito, lo scienziato e umanista scomparso nel 1997, convinto sostenitore dell'uso civile dell'energia nucleare.
 
 
 
ANSA - Carlo Giacobbe, Roma 5 luglio 2012