Ascoltare la scienza

di Giorgio La Malfa - 21/03/2011 - Politica interna
Ascoltare la scienza

Di fronte a un incidente come quello della centrale nucleare di Fukushima, l’intenzione del Governo, annunciata dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, di fare una pausa nel programma nucleare italiano è opportuna e necessaria. Per dare maggior peso a questa decisione potrebbe anche essere utile un atto legislativo che formalmente stabilisca una sospensione del programma.

Non è possibile immaginare la prosecuzione del piano nucleare italiano, se non dopo una riflessione che porti a riconsiderare integralmente il problema della sicurezza degli impianti nucleari per le persone e per l’ambiente, nonché quanto le nuove, eventuali misure sulla sicurezza influirebbero sui costi e quindi sulla convenienza di questa fonte di energia rispetto alle altre. Solo al termine di questa riconsiderazione il Parlamento disporrà degli elementi necessari per prendere una decisione meditata.

Dobbiamo porci il problema di come procedere a questa valutazione. Il Governo ha già annunciato di volere tener conto degli orientamenti che si manifesteranno in sede europea. E’ evidente che essi rivestono una grande importanza, ma il problema italiano è per certi aspetti diverso da quello di altri Paesi europei. Noi, infatti, non abbiamo in essere un programma nucleare e dobbiamo decidere se avviarne uno, mentre alcuni dei nostri partners europei hanno centrali che sono in funzione e che in nessun caso potrebbero essere chiuse dall’oggi al domani.

Per questo motivo, in una conversazione con il ministro Romani, ho avanzato l’ipotesi che il Governo costituisca al più presto una commissione di scienziati di assoluto prestigio e di riconosciuta indipendenza, cui affidare il compito di predisporre, quando tutti gli elementi saranno disponibili, una relazione su questi problemi e, dunque, sulla fattibilità del nucleare in condizioni di assoluta sicurezza. L’Italia, da Fermi, a Amaldi a Cabibbo, ha una tradizione di fisici di assoluto livello mondiale e oggi scienziati come Luciano Maiani, Giorgio Parisi, Carlo Rubbia e tanti altri, che possono svolgere questo compito in maniera eccellente, avvalendosi anche di voci e di esperienze di scienziati di altri Paesi.

Ritengo, infine, che sarebbe utile se il Parlamento istituisse una commissione speciale per seguire e approfondire con puntualità lo svolgersi della situazione giapponese e tutto quello che vi farà seguito sul piano delle discussioni e delle decisioni che avranno luogo in sede europea e internazionale.

da Il Foglio del 19 marzo 2011


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