Caro Casini non aiutiamo il Governo

di Giorgio La Malfa - 22/03/2007 - Politica interna
Caro Casini non aiutiamo il Governo
Caro Casini,
so che nell’esame del decreto-legge sul finanziamento delle missioni militari attualmente in Senato tu e gli altri esponenti dell’opposizione sareste orientati a un voto favorevole  in ragione della continuità con le decisioni che assunse nella scorsa legislatura il Governo che noi sostenevamo. Questo è stato anche il mio orientamento  quando venne all’esame delle Camere il precedente decreto e nei giorni scorsi, pur con crescenti dubbi, fino al  voto che abbiamo dato alla Camera sul provvedimento che ora è al Senato.
La situazione tuttavia sta cambiando sotto i nostri occhi. Ha cominciato il Ministro degli Esteri, D’Alema, in Senato 15 giorni fa presentando una linea di politica estera che nessuno di noi ha potuto condividere. Il fatto che quella linea non raccolga, nonostante ciò, il consenso di tutta la maggioranza è un problema per loro. Per l’Italia è positivo che questo avvenga perché  renderebbe possibile un diverso equilibrio ed una diversa impostazione di politica estera.
Rispetto a quella situazione già delicata, la conduzione da parte del Governo del sequestro Mastrogiacomo e le implicazioni politiche e militari che ne seguono segnano un ulteriore allontanamento dalla continuità con il passato. Ha detto stamane in Aula il rappresentante del Governo che l’Italia ha soddisfatto tutte le condizioni poste (dai talebani) per il rilascio del giornalista di Repubblica. Abbiamo dunque negoziato, seppure per interposta persona, con queste organizzazioni ed abbiamo chiesto ed ottenuto la liberazione dal carcere di esponenti della guerriglia. Di quella guerriglia che, insieme con la NATO e su mandato dell’ONU, siamo impegnati a combattere per rafforzare il governo democraticamente eletto del presidente Karzai. Ti sembra una posizione in continuità con il passato?
Avant’ieri l’on Fassino ha suggerito che i talebani siano inclusi nella conferenza di pace che finora il Governo italiano aveva proposto in termini generali. L’autorevole commentatore di politica estera di un quotidiano ha scritto, non smentito, che forse questa dichiarazione era parte delle condizioni poste dai talebani per il rilascio di Mastrogiacomo. E’ una posizione in continuità con le nostre convinzioni?
Aggiungo, a conferma di questo, che è evidente uno stato di grave preoccupazione negli ambienti più responsabili della Margherita e dei DS. Al ministro Parisi è attribuito, non smentito, un fortissimo disagio, suo e dei militari, tanto più grave nel momento in cui, come ha ammesso l’onorevole D’Alema, aumentano i rischi per il nostro contingente. Stamattina il presidente della Commissione Esteri della Camera ed esponente dei DS è stato assente mentre il Governo riferiva sul sequestro Mastrogiacomo e non ha preso la parola nel dibattito susseguente. E’ questo attribuibile a scarsa solerzia verso i lavori parlamentari dell’on. Ranieri di cui tutti conosciamo la serietà?
Qualche esponente della maggioranza al quale ho espresso l’orientamento negativo che sto maturando, mi ha chiesto se non daremmo prova di incoerenza non votando più a favore di una missione che originariamente sostenemmo. Rispondo: ma se sostenessimo oggi una missione che ha perso del tutto i connotati originari, non saremmo noi gravemente incoerenti con le nostre posizioni?
Io condivido le tue preoccupazioni per un sistema politico in cui l’alternanza ha prodotto  governi dominati dalle ali più estreme e in cui il pendolo ha oscillato  senza trovare un punto di equilibrio. I nostri partiti si sono sempre sforzati di preparare condizioni politiche nelle quali la cultura di governo sia largamente maggioritaria. Spetta proprio a forze come la tua e la mia cogliere le occasioni per riequilibrare il nostro sistema politico.
E’ indispensabile una iniziativa che si assuma la responsabilità di liberare il paese dagli estremismi. Per questo mi rivolgo a te per riaffermare gli orientamenti di fondo della politica estera italiana in un passaggio che potrebbe rivelarsi cruciale per la legislatura.
P.S. Apprendo  a fine giornata delle gravi critiche mosse all'Italia da ambienti di governo inglesi e americani. Vedo in essi una conferma di quanto ti ho scritto.
Giorgio La Malfa
da La Stampa
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