La FULM ricorda Guglielmo Negri

di F.U.L.M. - 23/11/2010 - Politica interna
La FULM ricorda Guglielmo Negri

10 anni fa scompariva improvvisamente il professor Guglielmo Negri, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Ugo la Malfa e presidente del Partito Repubblicano Italiano. Professionalmente Guglielmo Negri aveva svolto la sua carriera come funzionario della Camera dei Deputati, dove aveva raggiunto il ruolo di Vicesegretario generale; era stato docente universitario e direttore della Scuola della Pubblica Amministrazione. Fra il 1995 e il 1996 fu sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel Governo presieduto da Lamberto Dini.
La Fondazione Ugo La Malfa desidera ricordarlo con profondo rimpianto per una perdita prematura.

Di seguito un profilo della vita di Negri e in allegato l'Orazione Funebre di Giorgio La Malfa del 20 ottobre 2000 dal titolo: "La scomparsa di un uomo eminente".



Guglielmo Negri, Dodi per gli amici, era nato a Roma nel 1926. Giurista, politologo e saggista si era specializzato in Diritto Pubblico Comparato nelle Università di Harward e di Oxford. Nei primi anni cinquanta fu collaboratore diretto di Adriano Olivetti e partecipò attivamente al movimento culturale di Comunità. Si dimise poi dagli incarichi quando, presentatosi il movimento alle elezioni, fu posto di fronte all’alternativa se aderire in modo organico a Comunità o mantenere la tessera del Partito Repubblicano. Successivamente vinse il concorso per funzionario della Camera dei Deputati, dove percorse l’intera carriera prima come consigliere, segretario delle commissioni Difesa e Affari Esteri, poi come capo del Servizio Studi, Legislazioni ed Inchieste Parlamentari e infine come Vicesegretario generale. Durante questo periodo aveva mantenuto impegni accademici quale professore di Diritto Pubblico alla facoltà di Magistero di Roma e di Diritto Pubblico Comparato presso la sede di Firenze della Syracuse University. Consigliere di Stato dal 1985 e professore di Diritto Costituzionale alla LUISS, è stato Direttore della Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione dal 1994 al 1998. Nel 1995 fu chiamato a ricoprire la carica di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con l’incarico dei Rapporti con il Parlamento in seno al Governo Dini, funzione nella quale egli mostrò doti esemplari di equilibrio e correttezza che gli valsero il riconoscimento e l’apprezzamento sia dei banchi della maggioranza che di quelli dell’opposizione.

Intensa la sua partecipazione alla vita del Movimento Repubblicano. Giovanissimo aderì al Partito d’Azione, entrando poi nel Partito Repubblicano a fianco di Giovanni Conti, Oronzo Reale e Ugo La Malfa. Membro della direzione nazionale, venne eletto presidente del P.R.I. nel 1995 e lo fu fino alla sua morte avvenuta il 18 ottobre 2000.

Collaboratore assiduo del “Corriere della sera” e de “Il Messaggero”, ha avuto una vasta attività di saggista e di scrittore. Il suo romanzo “La gabbia” ha vinto nel 973 il premio “Forte dei Marmi” per la satira politica. Le sue memorie sono raccolte in tre volumi:”Testimone di mezzo secolo” (Il Mulino), “ Il quindicennio cruciale. 1972-1987” (Luni editrice), “Un anno con Dini. Diario di un governo eccezionale” (Il Mulino). Il suo ultimo libro “La transizione incompiuta”, uscito postumo, si conclude con queste parole: “ ….Dal governo Badoglio al governo Dini ho visto passare ben 58 gabinetti……sono testimone dell’enorme salto di civiltà che ha compiuto il nostro Paese negli ultimi cinquant’anni, preparato dagli uomini del Risorgimento. Eppure sento una profonda inquietudine per il futuro dell’Italia, per la sua unità per la libertà e prosperità del nostro popolo, per il ruolo che la Patria italiana giocherà nella Patria europea. Ma non mi abbandona la speranza perché abbiamo superato in passato momenti peggiori e perché gli italiani, quando meno te lo aspetti, sono capaci di memorabili imprese” .


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