Giorgio La Malfa su Il Mattino del 27 dicembre 2014: “Picconato il rigore Ue il semestre è servito a indebolire i «falchi»”

di Giorgio La Malfa - 27/12/2014 - Politica interna
Giorgio La Malfa su Il Mattino del 27 dicembre 2014: “Picconato il rigore Ue il semestre è servito a indebolire i «falchi»”

Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio in apertura del semestre di Presidenza italiano dell’Unione Europea promettevano di utilizzare questa circostanza ‘per cambiare verso all’Europa’: per ottenere un’attenuazione dei vincoli troppo rigidi previsti dai vari accordi europei a carico dei paesi membri e per indurre le istituzioni europee a porre il tema della crescita al centro della loro agenda di politica economica.

Il bilancio del semestre ha qualche luce ma anche molte ombre. Circa le regole di finanza pubblica, l’Europa non ha minimamente preso in considerazione l’ipotesi di attenuare la rigidità delle prescrizioni. Tutto fa ritenere che nel prossimo mese di marzo, la Commissione Europea ci dirà che non abbiamo fatto abbastanza per ridurre il deficit e chiederà di stringere ulteriormente I freni.
A quel punto il Governo dovrà prendere la decisione che ha  finora rimandato: o violare esplicitamente il limite del 3% per stimolare la ripresa, oppure adottare ulteriori misure di contenimento del deficit e prendersi la responsabilità di  un altro anno di stagnazione.
Quanto alla politica economica europea, l’insistenza italiana, unita alle posizioni prese e ribadite più volte dal Presidente della BCE, Mario Draghi,  ha finito per smuovere le acque. In effetti il nuovo Presidente della Commissione, Juncker, ha preso l’impegno di dare vita a  un sostanzioso programma europeo di investimenti, pur se, nel passare alle realizzazioni, i tempi si allungano e le cifre coinvolte si riducono.

Misurati in rapporto ai propositi dichiarati e agli obiettivi che si sperava di raggiungere, i risultati sono modesti. E tuttavia il giudizio conclusivo sul semestre di Presidenza italiana non è negativo. In Europa, la prevalenza degli orientamenti restrittivi non è cosa di ieri: nasce sostanzialmente insieme con la moneta unica. Recriminare è inutile. Bisogna insistere, insistere ed ancora insistere per ottenere un cambiamento. Ed è quello che ha fatto Renzi in questi mesi.

Poichè si tratta di imboccare una strada diversa dal passato, ci vuole tempo, tenacia e costanza. Che il Governo italiano ripeta tutti i giorni che le regole dell’austerità sono sbagliate e che l’atteggiamento verso la crescita deve cambiare è condizione necessaria perché a un certo punto si riesca a fare dei passi avanti. L’Italia ha sfruttato il semestre per ribadire queste esigenze. In questo senso non è stata un’occasione sprecata.

Giorgio La Malfa

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