Giorgio La Malfa su Il Mattino del 3 Novembre 2014: "Il governo e la scommessa segreta"

di Giorgio La Malfa - 03/11/2014 - Politica interna
Giorgio La Malfa su Il Mattino del 3 Novembre 2014: "Il governo e la scommessa segreta"

Questo è un punto molto debole nella posizione del governo, perché, dopo avere detto ripetutamente in, questi mesi che le regole europee in materia di bilancio sono anacronistiche («essendo state scritte prima che nascesse Internet»), in realtà il presidente del Consiglio non si è sentito di sfidare l'Europa.


Avevo scritto il 17 ottobre scorso su Il Mattino che la Nota di aggiornamento al DEF presentata dal governo a fine settembre indicava che, se il deficit per il 2015 fosse restàto, come era nella prima formulazione della Legge di Stabilità al 2,9% (rispetto al 2,1% richiesto da Bruxelles), la crescita sarebbe stata dello 0,5%, che è ben poca cosa rispetto alla cofidizione di crisi economica del Paese ed al livello drammatico della disoccupazione.

Avendo accettato ulteriori tagli del deficit per 4-5 miliardi di euro, il bilancio del 2015 perde quasi del tutto quei connotati modestamente espansivi che esso aveva nella sua prima formulazione.

Sulla base di questi numeri dovremo aspettarci una crescita compresa fra 0 e 0,5 nel 2015 di fatto un altro anno di stagnazione.
Dunque, pur potendo contare sull'invito vigoroso rivolto a tutti i paesi dell'euro da Mario Draghi a rilanciare la crescita e sul sostegno all'ipotesi di «rendere piu graduale il processo di riequilibrio dei conti pubblici italiani» offertogli venerdì scorso dal governatore della Banca d'talia, Visco, il governo ha sostanzialmente rinunziato ad utilizzare la politica fiscale per sostenere la ripresa.


Bisogna chiedersi quindi su quale arma o su quale strategia conti Matteo Renzi per fare ripartire l'economia italiana, sapendo come egli sa bene, che è su questo terreno che egli verrà giudicato dall'opinione pubblica italiana nei prossimi mesi.

Scartata l'arma di una politica fiscale espansiva, su che cosa può basarsi la ripresa? La risposta a questo interrogativo è che solo un cambiamento radicale dello stato d'animo degli imprenditori italiani e forse soprattutto stranieri che li induca a fare degli investimenti in Italia, nonostante il fatto che la domanda di beni di consumo è bassa e destinata a restare tale.........

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