Giorgio La Malfa su QN del 1 febbraio 2019 ''Contrasti Paralizzanti''

di Giorgio La Malfa - 01/02/2019 - Politica interna
Giorgio La Malfa su QN del 1 febbraio 2019 ''Contrasti Paralizzanti''

Cari amici,

mando un po' in ritardo l'articolo che ho scritto ieri sul QN. Mi sembra che il governo annaspi e di conseguenza non farà nulla per cercare di cambiare la traiettoria dell'economia italiana che è indirizzata verso una crisi economica molto profonda.
L'argomento di Conte e dei ministri che la ripresa sarà assicurata dall'entrata "in circolo" delle risorse previste da quota 100 e dal reddito di cittadinanza ignora il fatto che gli effetti di questi due provvedimenti erano già scontati nelle previsioni di andamento del 2019 - quell'1% di crescita che probabilmente ora non ci sarà più. Dunque se si volesse riportare l'economia italiana a un segno positivo bisognerebbe pensare a qualcosa di più - o di diverso dai due provvedimenti.
Non c'è alcuna possibilità che questo succeda, almeno a giudicare da quello che dicono i vari ministri. Se non succede la crisi italiana si aggraverà e bisognerà cominciare  pensare a una soluzione politica diversa che possa restituire speranze di crescita all'Italia.
Molto cordialmente
 
Giorgio La Malfa

 

Una rilevazione demoscopica della SWG, che si ripete da molti anni, certifica che il senso di precarietà economica degli italiani è cresciuto enormemente negli ultimi venti anni e in particolare dal 2010 in avanti. È salita dal trenta al sessanta per cento la percentuale di quelli che si sentono esclusi dallo sviluppo del Paese.

Le elezioni del 2013 hanno fotografato questo giudizio e dato a Lega e 5Stelle la loro grande occasione. Di fronte a dati economici deludenti, i due partiti di governo possono dire che l'Italia subisce una crisi generale. Ma altrove l'economia rallenta, qui si ferma. Possono sostenere che paghiamo le conseguenze di errori del passato, ma l'argomento perde forza perché sono al Governo da quasi un anno e la legge finanziaria 2019 è stata proposta dall'esecutivo Conte e votata dalla sua maggioranza.

L'impegno era per una crescita più alta, ora sappiamo che nel 2019 l'economia sarà stagnante. Ii due partiti non possono illudersi di sfuggire a lungo al giudizio  della pubblica opinione. Dovrebbero esserci riunioni di emergenza fra il presidente del Consiglio e i ministri economici per apprestare interventi urgenti. Si dirà: ci sono quota 100 per le pensioni e il reddito di cittadinanza.  Ma questi provvedimenti non hanno forza espansiva e comunque rientrano nel deficit convenuto con l'Europa e dunque concorrevano a quella crescita dell'1 per cento che ormai appare svanita.

Serve qualcosa di più. Non potendo influire sulle sulle condizioni monetarie che sono di competenza della Bce, il governo dovrebbe usare gli incentivi fiscali: prevedere un sostegno agi investimenti privari delle imprese che generano occupazione e produrre quella famosa accelerazione degli investimenti pubblici sui quali insiste dal primo giorno il ministro Savona.  Ma i contrasti tra i due partner di governo sono paralizzanti.  Basta vedere la decisione sulle prospezioni per gli idrocarburi e l'incapacità di decidere su alcun investimento pubblico importante.

Ci vorrà ancora qualche settimana, poi i sondaggi certificheranno l'insoddisfazione degli italiani.

A quel punto servirà una soluzione di governo più adeguata.

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