Al governo dei fatti zero in economia

di Giorgio La Malfa - 10/03/2010 - Politica interna
Al governo dei fatti zero in economia

Il calendario della Camera dei Deputati prevede per oggi una discussione sulla politica economica del Governo. Una discussione importante da lungo attesa. E’ possibile però che il maldestro tentativo del Governo di rimettere in corsa le sue liste nel Lazio faccia saltare questa discussione. Aldilà del giudizio sul decreto-legge elettorale (il mio è assolutamente negativo), sarebbe un peccato se questo avvenisse. Per milioni di italiani la situazione economica è la questione più importante ed urgente, quella di cui il Governo dovrebbe occuparsi con ben maggiore intensità e continuità di quanto non sia avvenuto finora. Per questo un serio dibattito in Parlamento sarebbe essenziale.

Il mio giudizio sulla politica economica del Governo è molto negativo. E’ mancata finora una reazione alla drammatica caduta del reddito e dell’occupazione verificatesi nel 2009 e alla debolissima ripresa prevista per il 2010. La sola cosa di cui dare atto, non al Governo, ma al Ministro dell’Economia è di avere tenuto in certa misura sotto controllo il deficit di bilancio. Per ora l’Italia ha evitato i guai finanziari della Grecia e le preoccupazioni per il Portogallo, la Spagna e l’Irlanda.

Ma, se è bene aver tenuto a bada il deficit, è male che la politica economica si sia esaurita in questo. Il Governo non ha fatto assolutamente nulla per promuovere un andamento meno negativo dell’economia. Si potevano destinare maggiori risorse al sostegno degli investimenti delle imprese o ai maggiori consumi delle famiglie? Si. Lo si poteva fare rispettando le promesse contenute nel programma elettorale del premier Berlusconi di abbassare le tasse, ma naturalmente questo avrebbe richiesto di intervenire sulla spesa pubblica corrente inutile. Si poteva pensare di elevare l’età in cui si va in pensione e destinare le risorse che così si risparmierebbero alla scuola, alla Università e alla ricerca scientifica? Sì, ma bisognava aprire una discussione seria con i sindacati. Sono possibili maggiori investimenti pubblici nelle ferrovie, nelle strade, nelle telecomunicazioni? Sì, ma questo richiederebbe di associare i capitali privati a queste iniziative e scrivere una buona legislazione per farlo.

Il Congresso degli Stati Uniti ha davanti a sé una serie di provvedimenti e di proposte del Governo per sostenere la ripresa. Il Parlamento italiano nessuno. Il governo dei fatti, di cui spesso parla il Presidente del Consiglio, in politica economica è tale solo a parole.

Poiché non credo che il premier sia in grado di mutare rotta, si pone oggi la necessità di un esame serio e senza infingimenti dei problemi economici italiani e insieme la preparazione di una formula di Governo, diversa dalla attuale, in grado di porre mano a questi problemi con la serietà e l’impegno necessario. Insomma serve un nuovo inizio.

da e-polis del 10 marzo 2010

http://aoload.com/ - http://benidilusso.com/ - http://pcwatchtv.com/ - http://siemensfreaks.com/