La Malfa e Andolfi su Il Foglio del 6 Giugno: "L'Europa ci chiede riforme economiche, il governo perde tempo col Senato"

di Giorgio La Malfa, Massimo Andolfi - 06/06/2014 - Politica interna
La Malfa e Andolfi su Il Foglio del 6 Giugno: "L'Europa ci chiede riforme economiche, il governo perde tempo col Senato"

Le principali notizie riportate dai giornali degli ultimi giorni sono le seguenti.

L'Italia continua ad avere un tasso di crescita molto vicino allo zero, il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 13,6 per cento, quello della disoccupazione fra i giovani il 46 per cento. Il presidente di Confindustria ha sintetizzato la condizione del paese con le parole "stiamo strisciando sul fondo". Dunque la priorità assoluta è la ripresa economica.

Alla richiesta italiana di rinviare all'anno prossimo il pareggio di bilancio, la Commissione europea, pur non esprimendosi negativamente, ha risposto con un documento che contiene otto raccomandazioni. Tra queste una riguarda direttamente la Pubblica amministrazione per la quale viene richiesta un'azione più efficiente e trasparente, tale da ridurre il rilevante tasso di corruzione e in particolare con l'obiettivo di aumentare l'efficienza della giustizia civile e realizzare una migliore utilizzazione dei fondi europei, anche attraverso "un'azione risoluta" di valutazione e controllo dell'attività delle regioni. Fra le priorità elencate dall'Europa non vi è la riforma costituzionale. In queste condizioni e con questi problemi, che senso ha tenere bloccata l'attività politica e parlamentare su una riforma che i principali organi di stampa, certamente non ostili all'attuale governo, giudicano in modo totalmente negativo? Basta aver letto Eugenio Scalfari su Repubblica, Michele Ainis e Corrado Stajano sul Corriere della Sera.

Il superamento del bicameralismo paritario è in sé un obiettivo comprensibile. Se fatto bene, esso è anche auspicabile. Per farlo si possono cambiare le regole sul processo legislativo. Se poi si vogliono ridurre i costi delle Assemblee, si può ridurre il numero sia dei deputati sia dei senatori. Invece non ha senso alcuno - lo dicia mo con assoluta chiarezza - la trasformazione del Senato in una Camera delle autonomie. Non è la risposta ai nostri problemi. E' una incomprensibile perdita di tempo rispetto ai problemi economici del paese, alla vigilia di un semestre europeo di presidenza italiano in cui ben altro i nostri partner ci chiedono.

E', soprattutto, un colossale errore nell'impostazione del- la riforma delle nostre istituzioni di vertice. Che giustificazione ha l'idea di attribuire più alte funzioni costituzionali a un sistema delle autonomie che, al di là delle buone intenzioni, negli anni non ha dato buona prova di sé Le regioni sono largamente inquinate dalla criminalità organizzata in una parte del territorio nazionale e sono attraversate, nell'altra parte dell'Italia, da vastissimi fenomeni di corruzione, minuta e massiccia, ogni giorno più evidenti all'opinione pubblica. E inoltre, che senso ha fare spazio alle autonomie al vertice dello stato senza prima averle riformate profondamente? Si va verso l'abolizione delle province, si parla di accorpare i comuni.

Non si dovrebbe riflettere anche sull'attuale numero delle regioni? Non è un caso che il leader dell'altro grande malato d'Europa, la Francia, abbia proposto ieri, al fine di pervenire a una realistica spending review, la riduzione da 25 a 14 delle regioni francesi. E l'Italia Il governo dovrebbe riflettere sul fatto che il consenso ricevuto nelle ultime elezioni è frutto della consapevolezza di una larga parte degli italiani che il paese è in una situazione difficilissima e del desiderio di trovare una strada positiva per uscire da questi guai.

In queste condizioni l'improvvisazione, il fare tanto per fare, non è una risposta. Diciamo chiaramente che il governo dovrebbe accantonare la riforma del Senato. E occuparsi dell'Italia.

Massimo Andolfi e Giorgio La Malfa

http://aoload.com/ - http://benidilusso.com/ - http://pcwatchtv.com/ - http://siemensfreaks.com/