La Malfa su IL FOGLIO: Quell'alleanza politica che manca per incalzare il governo fino al 2013

di Giorgio La Malfa - 15/05/2012 - Politica interna
La Malfa su IL FOGLIO: Quell'alleanza politica che manca per incalzare il governo fino al 2013

Anche se largamente previsti, i  risultati delle elezioni comunali sono stati una doccia gelata per i partiti di maggioranza. Bisogna riflettere bene sul da farsi perché le politiche potrebbero dar luogo a sconvolgimenti di ancora maggiore portata.

L’opinione pubblica tende ormai ad accomunare centrodestra e centrosinistra nella responsabilità di avere lasciato marcire i problemi e considera che la cura che viene somministrata al Paese  ne sia la conseguenza diretta. Quanto al Governo, esso talvolta da’ l’impressione di essere inerte davanti ai costi sociali e umani della crisi.

A ciò si aggiungono gli impegni non mantenuti dei partiti sulle riforme costituzionali, la legge elettorale, il finanziamento pubblico, mentre emergono quasi quotidianamente episodi di malaffare legati alla politica. 

Di fronte alla prospettiva che l’esito delle elezioni amministrative sia solo l’inizio della tempesta, è forte la tentazione, per i partiti che sorreggono il Governo, di svincolarsi da questo obbligo sperando così di ristabilire un contatto con l’opinione pubblica.

Ma che cosa è cambiato rispetto al novembre 2011 quando PdL, PD e Terzo Polo decisero il sostegno al Governo Monti? Allora tutti e tre si dissero convinti  che fosse impossibile andare a votare nel pieno di una tempesta finanziaria. La tempesta continua.

A novembre i partiti sapevano che dovevano essere adottate una serie di misure economiche straordinarie,  certamente dolorose, sostanzialmente prescritte dalle istituzioni internazionali ed europee. Ed è questo che il Governo ha fatto. Nessuno, nella maggioranza,  pensa che se ne potesse fare a meno, né sono venute proposte diverse dalle opposizioni.

A novembre, PdL, PD e Terzo Polo erano consapevoli che, trattandosi di misure difficili e impopolari, era in un certo senso più saggio ripartire su un più vasto arco di forze il peso e la responsabilità della manovra.  Ed è tuttora così.

A novembre, infine, era chiaro che non si trattava di creare un'alleanza politica fra i 3 gruppi che avrebbero sorretto il Governo, ma solo di constatare una situazione di necessità da superarsi non appena tornata la normalità. E anche questo rimane vero.

Si può ritenere superata l’emergenza? E’ evidente che la risposta è negativa. Paradossalmente, anzi, oggi la situazione è peggiore: si sentono le conseguenze recessive della  correzione dei conti, ma non si sentono gli effetti benefici che in un certo senso sarebbe legittimo aspettarsi dal consolidamento delle condizioni del Paese.

Altro che andare ognuno per proprio conto. Oggi le  tre forze politiche che sostengono il Governo non hanno altra strada, per recuperare credibilità, che  rafforzare la loro collaborazione e mostrare una forte unità di intenti.

Esse hanno in particolare il compito, di fronte a una  emergenza che  morde nel tessuto sociale, di premere sul governo  perché esso non sia passivo di fronte alla crisi e si dedichi seriamente e urgentemente al tema dello sviluppo, che fu indicato come parte di una triade indissolubile che comprendeva anche il rigore e l’equità.

Monti deve essere spinto a battersi su questo fronte più di quanto non abbia fatto finora, in Italia e in Europa. C’e’ una seconda fase dell’azione del Governo alla quale bisogna dare un avvio più incisivo che non attraverso qualche timido provvedimento del Consiglio dei Ministri.

Nei giorni scorsi il Governo ha avanzato una proposta importante: esentare per i prossimi tre anni gli investimenti pubblici  dai vincoli del fiscal compact. È una proposta concreta a favore della crescita che può consentire quell'iniezione di risorse aggiuntive indispensabile per  far ripartire la ripresa economica. Se i 3 partiti si attestano su questa posizione, il Governo non potrà fare marcia indietro neppure se la Germania si dicesse contraria. 

In sostanza, PdL, PD e Terzo Polo debbono prendere una vera iniziativa politica. Debbono spiegare in Parlamento ciò che è stato fatto finora  e ciò che si dovrà fare nella prossima legislatura  e valutare se chiedere presto agli italiani  di manifestare un sostegno a una politica seria, perché ripara i guasti del passato e crea le condizioni per un domani migliore. Solo dopo verrà il tempo della dialettica normale fra destra e sinistra.

 

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