La Malfa sfida i suoi: "Il nostro approdo è il terzo polo. Sì alla loro mozione"

di Giorgio La Malfa - 17/11/2010 - Politica interna
La Malfa sfida i suoi: "Il nostro approdo è il terzo polo. Sì alla loro mozione"

Succeda quel che deve succedere io firmerò quella mozione.

Quale mozione onorevole La Malfa, quella di sostegno al Governo Berlusconi?

No di certo, chiederò a Fini, a Casini e a Rutelli di mettere anche il mio nome sul documento di sfiducia a Berlusconi.

I Repubblicani rompono con il centro-destra?

Il partito Repubblicano Italiano è profondamente diviso. A inizio dicembre si terrà il congresso e in quella sede si prenderanno le decisioni. Se il partito vuole suicidarsi insieme a Berlusconi è libero di farlo, ma certamente io non lo seguirò. Non ho intenzione di restare in questa specie di fine epoca.

Dunque ha deciso: taglia i ponti?

Io parto dalla presa d'atto che il governo non c'è più. E' sostanzialmente caduto, e spero che il Segretario del Pri giunga alle mie stesse conclusioni.

Non vede anche lei avvicinarsi il voto?

Le elezioni anticipate sarebbero un danno per il Paese. Lo ha detto persino Silvio Berlusconi. Quando viene meno la fiducia a un governo bisogna tentare seriamente di verificare se sia possibile mettere su un esecutivo nuovo.

Con quali obiettivi?

La situazione del Paese, vista la crisi economica, è molto seria. Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera del Pdl, è andato in Tv due giorni fa e ha detto, piuttosto imprudentemente, che c'è un problema con i Titoli di Stato. Anche per questo bisogna fare un Governo che scongiuri il voto, e lo dico da esponente di un partito di Governo.

Lei nel 2008 è stato eletto nelle liste del Pdl, nel 2009 ne è uscito e all'ultima fiducia ha votato no...

No alla fiducia e sì al decreto di luglio che conteneva le misure contro la crisi economica, misure che io ritengo necessarie ma, come dissi allora, non sufficienti. La legge di stabilità non affronta con la forza necessaria le politiche del debito.

Teme un attacco sui titoli di Stato Italiani?

La crisi dell'Irlanda e di altri paesi e l'atteggiamento della Germania, che vuole restringere l'euro alle economie solide, ci deve indurre a prendere misure immediate per ridurre il peso del debito, con un programma straordinario di privatizzazioni e vendite di beni patrimoniali dello Stato.

Un piano che solo un governo politico e non tecnico sarebbe in grado di attuare.

I governi sono tutti politici. Poi, che a guidarlo sia un uomo dell'economia o uno che non viene dalla politica attiva ma che offre all'Europa garanzie di serietà...

Tremonti o Draghi?

Lo vedrà il Quirinale, ma io non escludo affatto figure come il ministro dell'Economia o il Governatore della Banca d'Italia.

E la legge elettorale?

Quella in vigore ha ucciso due legislature, è una legge che forza i confini della vita democratica e bisogna cambiarla in fretta.

Esiste davvero una maggioranza che possa dare vita al governo dei suoi sogni?

Non è un sogno è un'assoluta necessità. I numeri ci sono, mentre di certo non c'è una maggioranza che possa mantenere in vita il Governo Berlusconi.



Intervista di Monica Guerzoni pubblicata sul Corriere della Sera del 17 novembre 2010

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