Un po' di coraggio per tagliare le tasse

di Giorgio La Malfa - 11/01/2010 - Politica interna
Un po' di coraggio per tagliare le tasse
Fra i propositi d’inizio d’anno del presidente del Consiglio  vi era la riduzione delle tasse. Lo aveva detto due giorni fa Berlusconi ai deputati europei del suo partito. Poche ore dopo una precisazione, anzi una smentita, del sottosegretario Buonaiuti ha invitato “a non travisare le parole il premier”e ha sottolineato che Berlusconi “non ha detto che ci sarà una riduzione delle tasse nel 2010. Del resto ritoccare al ribasso le imposte (tra l'altro con un debito pubblico schizzato al 115% del pil) al momento non è possibile.” Aggiunge l’ANSA: “Ciò non significa, come ha ripetuto lo stesso portavoce in questi giorni, che la riduzione delle tasse non resti nel programma per la legislatura.”

Che cosa è successo fra il momento della dichiarazione del premier e la correzione del portavoce? Non si sa, ma, conoscendo il ministro dell’Economia, è probabile che questi abbia fatto sapere che  in quel caso il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto trovarsi un ministro più compiacente.

Così gli italiani - lavoratori,  pensionati, imprese -  dovranno rinunciare alla speranza suscitata dalle parole del presidente del Consiglio e accontentarsi della promessa che la riduzione delle imposte è nel programma della legislatura. Come lo è stata dal 2001 in avanti.

Ma è davvero impossibile ridurre le tasse? Si e no. Si, se si pensa di farlo senza tagliare la spesa pubblica. Perché in questo caso il deficit aumenterebbe e, con un debito pubblico superiore al reddito nazionale, l’Italia rischierebbe la stessa crisi oggi della Grecia e forse domani della Spagna.

No, se nel ridurre le tasse, si riduce anche la spesa dello Stato e degli altri enti pubblici. Questo non solo è possibile, è anche indispensabile perché se non si riducono le tasse il paese soffoca! Che bisogno c’è di tenere in vita le province che costano molto e servono a poco? Bisogna mantenere un numero di impiegati pubblici che si giustificava (forse) quando non esistevano informatica e internet? Si possono mandare in pensione le persone a 60-65 anni quando ormai la vita si allunga oltre gli 80 anni e lo Stato risparmierebbe moltissimo mantenendo la gente al lavoro?

Dunque le tasse si debbono e si possono ridurre. Ma questo richiede coraggio, determinazione ed anche una disponibilità a dispiacere a qualcuno o a molti. Se un Governo ha paura di perdere simpatie e consensi, verrà meno alle promesse e non farà l’interesse del Paese. E’ tutto qui.

da EPolis del 9 gennaio 2010
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