John Maynard Keynes: Le mie prime convinzioni

10/11/2012 - In Fondazione
John Maynard Keynes: Le mie prime convinzioni

John Maynard Keynes

Le mie prime convinzioni

 

A cura di David Garnett

Traduzione di Pierangelo Dacrema, Brunella Bruno

Piccola Biblioteca Adelphi

2012, pp. 144

 

Con un saggio introduttivo di Giorgio La Malfa

 

 

«Al lettore di questo libro» avverte David Garnett nell'I­­ntroduzione «si chiede di prendere atto della propria condizione privilegiata: quanto si accinge a leggere era infatti stato pensato esclusivamente per coloro ai quali lo scrittore sentiva di poter parlare senza riserve». I due testi qui raccolti erano infatti riservati alla lettura ad alta voce di fronte a un pubblico di amici intimi, con cui l'economista era solito ritrovarsi periodicamente per rievocare momenti del comune passato. Possiamo quindi cogliere direttamente il libero fluire dei ricordi di Keynes: Melchior: un nemico sconfitto ci offre il magistrale ritratto di uno dei negoziatori tedeschi al tavolo della Conferenza di pace di Parigi, Le mie prime convinzioni ci fa invece rivivere l'atmosfera di Cambridge e Bloomsbury di inizio Novecento, allorché Keynes concepì alcune delle idee che lo avrebbero guidato per tutta la vita, condividendo altresì l'il­lusione – spazzata via dalla Grande Guerra – della sostanziale ragionevolezza della natura umana. E alla fine non potremo non sentirci davvero «privilegiati» leggendo questi scritti, che per la rara capacità di introspezione e di penetrazione psicologica, unita alla limpida prosa, si collocano senza dubbio, come afferma ancora Garnett, «tra le cose migliori uscite dalla penna di Lord Keynes».

 

 

In allegato la recensione del Foglio del 9 novembre 2012

 

 

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