Scenari globali: il rapporto AIE

04/06/2009 - In Fondazione
Scenari globali: il rapporto AIE
L'energia balla fuori tempo Effetto boomerang: gli investimenti bloccati possono paralizzare la ripresa - IL DIRETTORE DELL'AIE - «Per invertire la tendenza e limitare la crescita del surriscaldamento - dice Fatih Birol - è necessario spendere il quadruplo di quanto si fa ora» di Federico Rendina Stremati dalla crisi economica mondiale. Ma il grande guaio - ammoniscono gli analisti dell'Agenzia internazionale per l'energia - potrebbe venire, paradossalmente, dopo. Sotto forma di una crisi energetica da "rimbalzo", che potrebbe stendere al tappeto molte delle ambizioni di ripresa e poi di nuova crescita. Il fenomeno trainante di questo sciagurato scenario, a ben vedere, non è nuovo: la crisi deprime gli investimenti, strozza la ricerca, smobilita gli impegni sul triplo e decisivo fronte dell'approvvigionamento delle fonti tradizionali (petrolio e gas), dell'efficienza energetica e dello sviluppo delle tecnologie "verdi" che insieme a un rinnovato impegno sull'energia nucleare dovrebbero garantire il rispetto, o almeno l'avvicinamento, agli obiettivi ambientali di Kyoto. Ed ecco, una volta agganciata la ripresa, l'effetto boomerang. La richiesta riprende a decollare. L'efficienza energetica nel frattempo ha camminato al rallentatore. Gli investimenti sulle vecchie e nuove fonti sono stati bloccati o comunque fortemente ridimensionati. Le emissioni (che proprio grazie alla crisi si stavano automaticamente flettendo) tornano a gonfiarsi. Gli approvvigionamenti faticano a tenere il passo. E i prezzi dell'energia, inevitabilmente, puntano a nuovi decolli. Guai da effetto ciclico, nel passato. Ma questa volta come la mettiamo con i programmi di sviluppo del "nuovo", e ingordissimo di investimenti, nucleare? E gli incombenti impegni di Kyoto? E che ne sarà del prezzo del barile, depresso dalla recessione ma pronto (eloquenti i segnali delle ultime settimane) a scattare, trascinando anche le quotazioni del gas? Potrebbe essere una crisi energetica grande più che mai, in termini d'impatto economico negativo sui fattori di sviluppo. Sporca più che mai, in termini di crescita delle emissioni inquinanti. Ecco perché gli analisti dell'Agenzia internazionale per l'energia hanno trasformato il loro monito in un documento analitico, denso di numeri e previsioni, al servizio dei manovratori mondiali dei governi riuniti da oggi a lunedì a Roma per il G-8 Energia. Diagnosi e moniti, ma anche indicazioni e un caldo invito: gli investimenti che degli Stati stanno comunque attivando per sorreggere l'innovazione energetica sono largamente insufficienti. Certo, la mobilitazione contro la crisi globale non manca. Per attutirne gli effetti e invertire la rotta i manovratori dell'economia e della politica mondiale hanno messo in campo "pacchetti" d'intervento – fa notare l'Aie nel suo report – per la non disprezzabile cifra di 2.600 miliardi di dollari. «Ma solo il 5% di tutto ciò è dedicato ai problemi cruciali delle risorse energetiche, della promozione dell'efficienza, allo sviluppo delle rinnovabili e comunque alle alternative alle fonti fossili», rimarca Fatih Birol, capo economista dell'Agenzia. I rimedi? «Per prevenire l'effetto boomerang della contrazione degli investimenti e allo stesso tempo rendere credibile l'obiettivo, già delineato dall'Aie, di limitare la crescita del riscaldamento globale a 2 gradi centigradi da qui al 2030 questo impegno va almeno quadruplicato», ammonisce Birol sulla scorta del suo puntiglioso rapporto ai ministri dell'energia. La contrazione degli investimenti energetici è significativa, in tutto il mondo e in tutti i settori: ricerca ed esplorazione, raffinazione, distribuzione di idrocarburi, ricerca e sviluppo delle tecnologie verdi. E non ultimo il nucleare, per il quale era stato annunciato o promesso (anche in Italia) un vero "rinascimento": una gelata, anche qui. da "IL SOLE 24 ORE", COMMENTI E INCHIESTE Pag. 13"
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