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Francia, il rischio dell’ingovernabilità

24 Giugno 2022

Lettera d Parigi
di l’Abate Galiani

I risultati definitivi delle elezioni legislative e la frantumazione della rappresentanza parlamentare (pur non inattesa) formano oggetto, sin dal “day after”, di attoniti commenti e di analisi catastrofiste di tutti i commentatori abituali, che si abbandonano ad ipotetiche, quanto fantasiose, previsioni sui possibili sbocchi della crisi politica in Francia. Il leit motiv ricorrente è quello della spada di Damocle dell’ingovernabilità, considerata come la peggiore e la più irrimediabile delle sciagure, a fronte della oramai consolidata abitudine dei francesi, imbevuti di cartesianesimo, di conoscere senza indugi, con certezza e chiarezza, chi è legittimato a governarli fin dall’apertura delle urne.

Depositatosi fin dalla tarda nottata di domenica scorsa l’ingannevole polverone sollevato ad arte (e con sfrontatezza trionfalistica) soprattutto da Mélenchon, sono emersi più nettamente gli autentici profili del terremoto che ha sconvolto il panorama politico nazionale: il bruciante smacco subìto dal Presidente Macron e dal suo esecutivo (con la incontestabile, ed irrimediabile, perdita della maggioranza assoluta); la sconfitta sostanziale del progetto di conquista del potere della Nupes (che pur moltiplicando i seggi, ma ben al di sotto di tutte le anticipazioni demoscopiche, non può rivendicare né l’accesso al Governo né un controllo esclusivo dei giochi parlamentari); l’immediata sconfessione da parte dei suoi sodali socialisti, verdi e comunisti del maldestro tentativo dell’attempato neo-populista di salvare la faccia con la proposta di costituire un gruppo unico; lo scontato ridimensionamento della destra neo-gollista (con la perdita di quasi la metà dei propri deputati e quindi del ruolo di principale forza di opposizione): una Assemblea Nazionale non dissimile, per molti versi – se non per l’ingombrante presenza delle ali estreme, entrambe qui ancora dichiaratamente ostracizzate – da quella di tanti Parlamenti in Europa, ma foriera per la Francia di una […]

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