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Sì alla spesa in deficit, ma se serve per investire

di Giorgio La Malfa
Il Mattino, 20 gennaio 2020

Cari amici, 

un paese che ha un’economia stagnante per mancanza di investimenti privati e pubblici e che, nello stesso tempo, ha un debito pubblico al 135% del reddito nazionale NON PUO’ permettersi di destinare risorse al sostegno dei consumi.
Il taglio del cuneo fiscale, gli 80 euro, il reddito di cittadinanza, le pensioni anticipate sono passi verso il baratro motivati da una ricerca, che non si ferma mai, di raccogliere risultati elettorali.
Bisogna parlare chiaro agli italiani. Sono certo che capirebbero bene di che cosa si tratta.

Se si chiede a un qualunque esponente politico, di maggioranza o opposizione, quale sia la ricetta per far uscire l’economia italiana dalla stagnazione in cui si trascina ormai da molti anni, la risposta è: far ripartire gli investimenti.
Incentivare quelli privati e, soprattutto, far crescere quelli pubblici che in questi anni sono stati le vittime principali dei tentativi di contenere i disavanzi dello stato.

È la stessa risposta che danno del resto gli gli economisti italiani e stranieri e che dava ieri in un’intervista una dei più interessanti economisti americani, Larry Summers, che fu consigliere economico di Clinton, interrogato sulla situazione italiana.

Molto cordialmente,
Giorgio La Malfa

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