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Le difficoltà di fare una manovra normale

di Giorgio La Malfa
Il Mattino, 21 ottobre 2021

Cari amici,

il debito pubblico, patto di stabilità, insufficienza degli investimenti privati e molto altro: di fronte all’insieme dei problemi economici da affrontare, manteniamo Draghi al governo per il tempo necessario o lo mandiamo al Quirinale e lasciamo ai partiti, nel disordine in cui tuttora  si trovano, il compito di sprecare  quell’iniziale miglioramento che tutti i dati registrano?

Questo è il vero problema politico delle prossime settimane.

Dalla lettura dell’articolo di fondo del Corriere della Sera di oggi, si evince che una parte significativa di quelli che fanno opinione in Italia pensa che si debba imboccare la seconda strada, eleggendo Draghi al Quirinale, come se il Quirinale fosse l’Elysée francese. Io penso che si debba mantenere Draghi a Palazzo Chigi e che si debba chiedere al Presidente della Repubblica di restare al suo posto per dare stabilità e durata a un processo politico che sta aiutando il Paese a riprendersi.

È anche necessario dare tempo agli schieramenti politici di mettere ordine. La destra è nel caos.
In un comunicato di ieri hanno annunciano che settimanalmente si vedranno per coordinare le loro posizioni parlamentari. È come se, appena costituito il centrosinistra, Togliatti e Nenni avessero fatto un comunicato per dire che si vedevano settimanalmente per coordinare le loro posizioni, stando il PSI al governo e il PCI all’opposizione!  A sinistra che schieramento si profila? C’è il PD. Ci saranno i 5 stelle?. Ci sarà Renzi? Ma Calenda?

Rafforziamo quello che c’è e lasciamo Draghi al governo mentre i partiti procedono a ridefinire i loro ruoli e le loro posizione.

Molto cordialmente
Giorgio La Malfa

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