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Dag Hammarskjöld. Il martello dello sviluppo e lo scudo della pace

(L’Osservatore Romano) – Quando il segretario generale delle Nazioni Unite Dag Hammarskjöld morì — nella notte tra il 17 e il 18 settembre 1961, a seguito di un disastro aereo avvenuto nei cieli dell’allora Congo in circostanze fortemente sospette — insieme allo smarrimento vi fu sorpresa: la sua cartella conteneva un manoscritto con le prime pagine, una dozzina, della sua traduzione in svedese di Ich und Du (1923), il capolavoro di Martin Buber. Aveva tradotto forse durante il volo: «All’inizio è la relazione».

Più grande ancora fu la sorpresa quando, nel suo appartamento di New York, fu trovato un diario — «un libro bianco dei miei negoziati con me stesso e con Dio» — intitolato Vägmärken (alla lettera: «Segni lungo la via») , i cui riferimenti erano da una parte i mistici medievali […]


Giovanni Farese è Professore ordinario di Storia dell’economia nell’Università Europea di Roma. Insegna Storia dell’economia e dell’impresa nella LUISS Guido Carli. È Managing Editor di The Journal of European Economic History e Marshall Memorial Fellow del German Marshall Fund of the United States.

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