senato

Road to Midterms

Iniziamo l’analisi di oggi sulle ormai prossime elezioni americane con il riepilogo delle previsioni  circa l’esito della corsa senatorile quale risulta dal sito Race to WH.  Per avere la maggioranza in Senato i democratici debbono conquistare quattro seggi senatoriali attualmente detenuti dai repubblicani. 

Come si vede dalla pagina qui di seguito riprodotta, i democratici sono dati in vantaggio nella possibilità di conquistare il Senato. 

In ogni caso la battaglia è ancora aperta. Ci sono infatti ancora sei Stati al centro della contesa: Texas e Michigan (di cui abbiamo parlato la settimana scorsa), Alaska, Iowa, Maine, Ohio.

Facciamo dunque il punto sulla corsa dei seggi al Senato in Ohio e in Alaska.

In Ohio Trump vinse nelle scorse elezioni presidenziali con un margine dell’11,4%. Oggi Sherrod Brown, candidato democratico in competizione con con Jon Husted (vicegovernatore repubblicano dello Stato) è dato in vantaggio del  4-5%.  Un margine non sufficiente ai sondaggisti per prevedere una vittoria dei democratici, ma che comunque pone lo Stato su una soglia fra toss-up (meno del 60% di vittoria) e lean democratic (fra il 60% ed il 70-75%).

I repubblicani attribuiscono il loro svantaggio principalmente alla scarsa volontà dei propri elettori di recarsi alle urne, considerata la crisi economica e soprattutto l’assenza del nome Trump nelle schede. Sperano tuttavia che l’intervento di persona del Presidente, che ha promesso un comizio per sabato 3 ottobre, possa invertire la tendenza. Vedremo se così sarà e se l’affetto della base MAGA per il Presidente sarà sufficiente a contrastare la disaffezione degli indipendenti che lo hanno votato nel 2024 ma che ora guardano ai democratici, visto l’insuccesso dell’amministrazione trumpiana sul fronte dell’economia e i prezzi che continuano a salire. 

In Alaska, tutti i sondaggi danno un approval di Trump ai minimi soprattutto a causa degli alti costi del carburante e del diesel usato per il riscaldamento. Inoltre, i democratici hanno trovato in Mary Peltola un candidato ideale: Un servizio del New York Times di qualche giorno fa ne fa una descrizione molto interessante. Ne riportiamo qui un estratto in italiano:

“La signora Peltola, ex deputata, è una candidata di eccezionale competenza. In Alaska – dove i Repubblicani superano nettamente, per numero, i Democratici e gli indipendenti superano entrambi i gruppi – lei è una delle poche esponenti del suo partito ad aver dimostrato di poter vincere a livello statale. Quest’anno ha condotto la campagna elettorale spostandosi su quad e idrovolanti, indossando stivali Xtratuf e la tradizionale casacca kuspuk tipica della popolazione indigena Yup’ik dell’Alaska. Ha fatto tappa in località remote, come un’isola situata a una trentina di miglia dalla Russia, curando personalmente i contenuti per i social media e mantenendo un atteggiamento riservato nei confronti della maggior parte dei media tradizionali, distanti ben quattro fusi orari. Tale strategia si è rivelata ampiamente efficace: la signora Peltola ha sconfitto il repubblicano in carica, Dan Sullivan, alle primarie apartitiche di agosto, e i sondaggi così come la raccolta fondi lasciano presagire che potrebbe ripetersi a novembre.”

I sondaggi, infatti, la danno con un piccolo margine di vantaggio in uno Stato che di norma è saldamente repubblicano.

28 settembre 2026

guarda anche