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Road to Midterms

Domani si terranno le elezioni di Midterm negli Stati Uniti. Sono considerate un referendum sui Repubblicani ed in particolare su Trump. In alcuni articoli, il mese scorso, abbiamo descritto qual era lo stato delle principali battaglie elettorali e cosa indicavano i sondaggi in generale. Nel corso dell’ultimo mese non è cambiato quasi nulla, fino a queste ultime 48-72 ore.

Innanzitutto, sono arrivati i primi dati sul voto per corrispondenza che ha superato ogni precedente record per delle elezioni di Midterm e questa è unanimemente considerata un’ottima notizia per i democratici.

La dichiarazione del Vaticano che il papa ha votato, per posta, alle elezioni in Illinois – la prima volta da parte di un pontefice in carica – è stato considerato dai giornali americani un altro segno a favore dei democratici.

Il presidente Trump ha prima cancellato gli ultimi comizi elettorali e poi li ha ripianificati, dopo che i giornali avevano attribuito le cancellazioni o a problemi di salute o alla consapevolezza che le elezioni erano perse. Ma gli ultimi comizi sono stati in Kansas e Iowa, Stati che Trump aveva vinto di oltre 15 punti nel 2024, a ulteriore indicazione del malcontento fra i Repubblicani.

I giudici hanno respinto una causa preventiva di Trump in Alaska che chiedeva di non certificare il voto in caso di vittoria di Mary Peltola, la candidata democratica, a causa di un omonimia fra i candidati. I risultati dovrebbero quindi essere certificati normalmente.

Dall’altra parte, in Michigan, Haley Stevens, che aveva perso le primarie democratiche contro il candidato progressista e mussulmano Abdul El-Sayed, dopo aver professato per mesi l’appoggio al democratico, ieri ha improvvisamente dichiarato di sostenere l’avversario repubblicano. La reazione da parte Dem è stata immediata e la Stevens è stata espulsa dal partito (e gran parte del suo staff si è dimesso per protesta), ma non è chiaro quanto questo peserà ulteriormente sulle possibilità per el-Sayed di confermare il seggio senatoriale del Michigan dove, seppur in vantaggio nei sondaggi, non ha i margini di cui godono i Democratici che puntano ad altre cariche statali.

Infine i sondaggi:

Il più recente del Times/Siena condotto negli ultimi dieci giorni di ottobre mostra un vantaggio democratico rilevante:

I siti di aggregazione indicano quindi un cambiamento rilevante proprio in questi ultimi giorni dopo un mese di sostanziale stabilità (qui il grafico di andamento sulle possibilità di vittoria al Senato secondo Race to the Whitehouse)

 

 Si verificherà effettivamente questa “blue wave” che sembra indicata dai sondaggi? Lo vedremo fra domani e dopodomani a risultati acquisti.

2 novembre 2026

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